Il bosone di #Higgs: altri spunti interessanti

La scoperta di questo bosone è talmente importante che merita un altro post (dopo il primo) di spunti presi qui e la per la rete.

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Tra l’altro mi piacerebbe avere la possibilità di incontrare qualcuno (un teorico possibilmente) per rivolgergli qualche domanda che mi frulla per la testa. Ok, parto con la domanda così non ci penso più. La teorizzazione del campo di Higgs permette di spiegare perché i mediatori della forza debole (altri due bosoni pesanti, W e Z) appaiano come particelle massive. Il mediatore del campo di Higgs è proprio il famoso bosone di Higgs. La domanda è: ma l’interazione delle particelle con il bosone di Higgs rappresenta un diverso tipo di forza? O è sempre la forza debole? Dopo il mio dubbio torniamo agli spunti di approfondimento.

Il primo consiglio rimane quello di non leggere i giornali, a cui aggiungo quello di non guardare la televisione. Cioè non guardate la televisione per approfondire temi scientifici (a meno che il programma non si chiami Quark, e pochi altri), soprattutto non ceracte approfondimenti in programmi non scientifici o peggio d’inchiesta. Insomma non dissetate la vostra sete di scienza guardando Report. Il titolo del servizio di Report di qualche anno fa dedicato al bosone di Higgs dice tutto: POTREBBE UN ESPERIMENTO DISTRUGGERE LA TERRA?

Il problema principale (come dice Dario Bressanini, dal cui blog sul Fatto Quotidiano ho preso spunto per questa segnalazione) è che in campo scientifico non ha senso interrogare entrambe “le campane” se non supportate parimenti da dati scientifici affidabili e pubblicati su riviste serie. Non si può dare dignità scientifica a sedicenti ricercatori indipendenti  (Giuliani vi dice niente?) se non hanno dati e pubblicazioni verificabili (e peggio ancora se non riescono a essere nemmeno coerenti nelle loro presunte previsioni). Come dice Bressanini, non si intervista un astrologo parlando di astronomia per “fare sentire l’altra campana”. Sospetto che dietro questo atteggiamento ci sia una errata convinzione di sinistra di star difendendo il debole della situazione.

Anche perché proprio la storia del bosone di Higgs dimostra che la scienza non ha pregiudizi e complotti e che le idee ed intuizioni corrette, anche se controcorrente e non condivise dall’intera comunità scientifica, prima o poi vengono accettate. Non c’è scampo, il metodo scientifico non scende mai a compromessi. Può succedere che non vengano dati i giusti meriti alle giuste persone, ma le teorie corrette restano.

La vera storia della scoperta del bosone di Higgs la potete leggere sul blog di Focus di Peppe Liberti (Quelli che non vinceranno il Nobel): è la storia di due fisici, Alexander Polyakov e Sasha Migdal, che non ancora ventenni sottomettono, all’inizio del 1964, un lavoro dal titolo “Spontaneous symmetry breaking of strong interaction and absence of massless particles” al Journal of Experimental and Theoretical Physics (JETP), che viene però rifiutato. Questo articolo contiene in pratica quello che scoprirà Higgs qualche mese dopo. E’ interessante leggere la reazione della comunità scientifica raccontata da uno degli autori: “Siamo stati rasi al suolo a ogni seminario in cui abbiamo cercato di presentare questo lavoro. La cosa più inquietante è che nessuno si sarebbe mai messo a discutere con noi sul tema – la semplice menzione di “rottura spontanea della simmetria” provocava sane risate che chiudevano la conversazione”. Tutti sappiamo com’è andata a finire, pochi si ricorderanno di loro per la loro idea, ma l’idea è rimasta e dopo quasi 50 anni abbiamo anche trovato la particella.

Ripropongo anche il contributo di Gianluigi Filippelli, per chi ha voglia di approfondire un po’ la questione dell’Higgs anche dal punto di vista della teoria, Scoperta di un bosone, ma vi avverto, è pieno di formule numeri e grafici complicati.

Chi ha voglia di rimanere sul facile, invece, può andare a leggere il dialogo quasi surreale tra Amedeo Balbi e Matteo Bordone: Dagli spaghetti viola alla melassa: il bosone di Higgs spiegato a una capra. Molto divertente ma la semplificazione non va a scapito della correttezza dei concetti. E’ bellissimo notare come da un pezzo così facile possano venire interessantissime informazioni: dai commenti scopriamo infatti che non è proprio corretto affermare che la materia ordinaria debba la sua massa al meccanismo di Higgs. Amedeo stesso ci spiega che “i quark prendono massa dall’Higgs, e la massa dei protoni (e degli altri barioni) viene fuori mettendo insieme la massa dei quark e (detto un po’ imprecisamente) l’energia cinetica di quark e gluoni, e quest’ultimo contributo è quello che conta di più.”

Ultimo contributo, le partecipazioni radiofoniche e televisive di Marco Del Mastro e Amedeo Balbi rispettivamente a Radio 3 Scienza e Unomattina.

PS: Concludo questa parentesi con la triste notizia (che ho già ribloggato) dei tagli all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, principale istituto di ricerca italiano che si è occupato della ricerca del bosone di Higgs:
Il bosone non salva i ricercatori dell’Infn
Spending review, tagli all’Infn “Dopo il bosone, ci distruggono”
La fisica italiana esulta. E viene premiata con i tagli.
Spending review e INFN: mini-rassegna

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