AAA giovani astronomi cercasi

Le uniche forme di vita attualmente conosciute nel Cosmo sono quelle presenti sulla Terra. Negli ultimi decenni, però, numerose missioni spaziali (Spirit & Opportuniy, Rosetta, Cassini-Huygens, New Horizons, solo per fare qualche esempio) ci hanno mostrato che diversi altri corpi del Sistema Solare potrebbero aver ospitato la vita in passato o costituire ambienti favorevoli al suo sviluppo. Soffermatevi su uno o due esempi che conoscete e che vi sembrano particolarmente interessanti.

È questo il tema della XIV edizione delle Olimpiadi Italiane di Astronomia, organizzate in quest’anno scolastico 2015/2016 alla Società Astronomica Italiana (SAIt) in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e promosse dal MIUR.

C’è mai stata vita su Marte? (photo credit NASA-JPL)

Se siete studenti interessati all’astronomia nati tra il 1999 e il 2002 questa è la vostra grande occasione per entrare a far parte della squadra Italiana che parteciperà alle Olimpiadi Internazionali di Astronomia 2016. I vincitori della competizione nazionale verranno invitati a partecipare ad uno Stage Estivo di Formazione (SEF) in preparazione delle Olimpiadi Internazionali ed avranno inoltre la possibilità di effettuare stage presso il Telescopio Nazionale Galileo nelle isole Canarie e presso altre strutture INAF.

Tutto quello che c’è da fare per iniziare è svolgere un elaborato originale sul tema scelto seguendo le indicazioni che potete trovare nel Dossier Vita preparato dal comitato olimpico (http://olimpiadi.oact.inaf.it/olimpiadiastronomia/dossier-vita/) e sottoporlo entro il 27 novembre secondo le indicazioni che trovate nel bando ufficiale del concorso (http://olimpiadi.oact.inaf.it/olimpiadiastronomia/wp-content/uploads/2015/10/Bando_Olimpiadi_Astronomia_2016.pdf).

Potete chiedere consigli ai vostri insegnanti, cercare informazioni nella biblioteca della scuola, presso l’Osservatorio Astronomico, il Planetario o il Museo scientifico della tua città e ovviamente internet. L’importante è che l’elaborato sia originale e frutto del vostro pensiero personale!

Tutti i partecipanti che supereranno la fase di preselezione potranno sostenere la prova interregionale il giorno 16 febbraio 2016. I vincitori della fase interregionale saranno invitati a partecipare alla Finale Nazionale il 19 aprile 2016 presso l’I.I.S. Statale “L. Cremona” di Milano.

Quello che rimane da fare è fare un grande in bocca al lupo a tutti gli aspiranti astronomi e buon lavoro!

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Galileo e la nascita della scienza moderna

Ricomincio a scrivere di fisica. Con il mio nuovo lavoro (sono uno dei nuovi professori in forza alla scuola italiana) mi è parso interessante pubblicare le mie lezioni di fisica, per lo meno le più interessanti.

Oggi voglio raccontarvi una storia. Parla di come siamo diventati la società che siamo, una società moderna, scientificamente e tecnologicamente avanzata, una società che non si basa più su superstizioni e paure irrazionali. O almeno la società che potremmo essere in un mondo perfetto.

Il punto di svolta che ha innescato questa trasformazione è dovuto alla curiosità e alle attività di Galileo Galilei, scienziato nato a Pisa nel 1564. La famiglia lo iscrive alla facoltà di medicina di Pisa, ma Galileo è irruente, indisciplinato, insomma, un pessimo studente. D’altronde a lui non interessa la medicina, apprezza molto di più la matematica. L’unico corso che segue all’università è probabilmente quello di fisica tenuto dall’aristotelico Bonamici. Nel frattempo Galileo studia come autodidatta la geometria degli antichi greci (Euclide, Archimede) e si diletta con esperimenti di meccanica.

Fino a Galileo i fenomeni del mondo fisico erano spiegati dalla filosofia naturale di Aristotele (quella che poi divenne la fisica). Per prima cosa bisogna sottolineare come secondo la tradizione aristotelica fosse possibile determinare tutte le leggi che governano l’universo mediante il solo ragionamento logico. Non era necessario verificare tramite osservazioni quelli che erano comportamenti evidenti.

Per gli aristotelici esisteva una fisica terrestre separata da quella celeste poiché i due mondi sono irriducibilmente diversi. Tanto ordinati, regolari e descrivibili matematicamente i moti degli oggetti celesti, quanto irregolari e descrivibili solo qualitativamente i moti degli oggetti sulla terra. Gli aristotelici inoltre non si limitavano a descrivere i fenomeni fisici, ma erano alla ricerca del perché ultimo delle cose. Ritenevano che tutti gli enti fisici avessero degli stati naturali a cui tendere (il loro fine ultimo), per cui i corpi con l’essenza della gravitas tendevano al loro stato naturale, ovvero ad andare verso il basso, verso il centro della Terra che rappresentava l’ideale di gravitas. I corpi leggeri, al contrario, possedevano la levitas, che li spingeva verso l’alto. L’altro stato assoluto verso il quale tendono tutti i corpi è la quiete. Come è evidente, tutti i corpi sulla terra prima o poi si fermano, il movimento non è dunque uno stato naturale. Se un corpo si muove esiste una causa che lo fa muovere.

Qui il problema non è Aristotele. Il problema è stato che fino al 1500 queste idee sono state trattate come dogmi religiosi e nessuno si è preso il disturbo di andare a verificare che le cose stessero proprio in quel modo decritto dagli aristotelici. Poi è arrivato Galileo.

Galileo è interessato al come avvengono i fenomeni naturali, più che al perché. Cerca di descrivere questi fenomeni come relazioni matematiche tra quantità oggettive e misurabili. In pratica apre le porte al metodo scientifico, a lui non interessa che per la fisica aristotelica due oggetti di diversa massa debbano cadere a velocità differenti. Galileo sale sulla torre di Pisa (ok, molto probabilmente è solo una leggenda, ma raccontiamola comunque perché è molto rappresentativa) e lascia cadere sfere di diverso materiale, e dunque di peso diverso, che raggiungono terra… contemporaneamente. La realtà è che fece questi esperimenti facendo rotolare le sfere su piani inclinati, ma la sostanza non cambia. Galileo si rifiutava di credere a qualcosa solo perché era così descritta nei testi aristotelici. La descrizione di un fenomeno doveva discendere dalle osservazioni, dall’esperimento.

Mentre si diverte con piani inclinati, pendoli e bilance, Galileo viene a conoscenza che in Olanda un ottico ha posizionato due lenti ai capi di un tubo inventando così il cannocchiale. Già nel 1604 Galileo era andato contro il pensiero aristotelico sulla fisica dei cieli, interpretando la nuova stella del 9 ottobre 1604 (conosciuta oggi come la supernova di Keplero) come prova della mutabilità dei cieli, ma una volta venuto in possesso di un cannocchiale non si ferma più. Nel giro di un anno osserva che la superficie lunare è costellata di montagne e crateri, capisce che la Via Lattea è composta di stelle, scopre i satelliti di Giove. L’universo aristotelico (esemplificato nel modello Tolemaico) fatto di sfere perfette che ruotano tutte intorno alla Terra posizionata al centro di tutto va in frantumi pezzo dopo pezzo. La Luna non è una sfera perfetta, ma presenta montagne simili a quelle che sono sulla Terra, i satelliti di Giove hanno deciso di non orbitare intorno alla Terra, e non ci fermiamo qui. Galileo osserva le fasi di Venere e Mercurio, gli anelli di Saturno, le macchie solari. Nemmeno il sole è quella sfera di fuoco che pensavano i greci.

Il fatto è che il modello Tolemaico era stato adottato dalla chiesa cristiana come l’immagine dell’universo in accordo con le sacre scritture, con l’uomo al centro dell’universo e tutto il resto al suo servizio, poi rimaneva abbastanza spazio oltre la sfera delle stelle fisse per mettere Dio, il paradiso e quant’altro. Ma per quanto corrispondente al racconto biblico, le osservazioni non danno ragione a questo modello. Un altro modello, quello copernicano, rimuovendo la necessità che tutto ruoti intorno alla Terra, spiega in modo più semplice il movimento dei satelliti di Giove e le fasi di Venere e Mercurio sono spiegate nel modo più semplice possibile dal fatto che le loro orbite sono più interne rispetto a quella della Terra. Ma il modello copernicano ha ancora qualche problema, in quanto le orbite predette dalla teoria non corrispondono del tutto con quelle osservate. Fortunatamente in quello stesso 1609 Keplero modifica la teoria copernicana sostituendo i cerchi perfetti delle orbite aristoteliche con delle ellissi. Ora le predizioni sulle orbite concordano perfettamente con le osservazioni.

Il processo di costruzione della scienza moderna è oramai avviato, e nel 1687 Newton abbatte definitivamente le ultime barriere pubblicando i suoi Principia. La stessa forza che causa il moto dei pianeti nello spazio è responsabile sulla terra della caduta degli oggetti. Il cielo e la terra sono una unica cosa.

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Dopo 9 anni in orbita, #ALTEA torna a terra

Grazie a Dragon per il passaggio

https://blogs.nasa.gov/spacestation/2015/02/10/dragon-splashes-down-ending-spacex-mission/

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Lumia Camera 5

Con l’aggiornamento Denim arriva sui Lumia con Snapdragon 800 la nuova app fotografica di Nokia Microsoft. Le novità non sono poche, e tendono a rendere ancora più soddisfacente l’esperienza di scatto point and shoot. Andiamo ad analizzarle una per una:

  1. Tempo di scatto ridotto
    Da telefono bloccato, tenete premuto il pulsante di scatto ed in meno di un secondo la fotocamera è pronta a scattare. Fantastico, nessun altro commento da aggiungere.
  2. Video in 4k
    Questa funzionalità permette di acquisire video in 4k (3840 x 2160) in modo da poter estrarre dallo stream video un fotogramma in alta definizione (8 Mpx) mediante l’app. Attenzione perchè 8 secondi di video in 4k corrispondono a più di 60 Mb di video.
  3. Scatto Dettagliato
    Se siete in modalità semplificata (la barra superiore è collassata e non mostra i valori WB, fuoco, ISO, otturatore, esposizione) potete attivare l’opzione scatto dettagliato. Questo è il nome che è stato dato in italiano alla funzionalità di Rich Capture. In realtà stiamo parlando di tre funzioni differenti racchiuse sotto la stessa opzione, che vengono attivate automaticamente a seconda delle condizioni di scatto.
    1. HDR
      Se vi trovate a ritrarre una scena che presenta grossi contrasti di luminosità, viene attivata la modalità HDR. In breve vengono scattate due foto (una per catturare i dettagli più luminosi ed una per quelli più bui) e le foto vengono mescolate via software per mostrare con la giusta esposizione tutte le parti della foto. L’intensità dell’effetto può essere modificata successivamente allo scatto dalla galleria accessibile all’interno dell’app stessa.
    2. Esposizione dinamica
      Questa modalità viene attivata in condizioni di scarsa luminosità. Concettualmente simile all’HDR, scatta due foto a diverse esposizioni (breve e lunga) e le combina in modo da ottenere una foto più equilibrata. Come per l’HDR, l’intensità dell’effetto può essere modificata successivamente allo scatto.
    3. Flash dinamico
      Forse la funzionalità più innovativa. Viene attivata quando scattate delle foto con l’aiuto del flash. Il concetto è sempre quello di scattare due foto, stavolta una è con il flash e una senza. Il bello è che la modifica successiva vi permette di decidere quanto flash applicare alla fotografia, dicendo finalmente addio a quelle foto sparate proprie dell’utilizzo di un flash troppo intenso.

Nel caso dello scatto dettagliato oltre alla foto visibile nella galleria, il sistema crea anche un file .nar che non è nient’altro che un file zip con all’interno le foto usate per comporre la foto elaborata. Nel caso dell’HDR abbiamo tre foto: naturale  (NaturalHDR.jpg), artistica (ArtisticHDR.jpg) e originale (EV0.jpg). Nel caso di Esposizione dinamica abbiamo una ReferenceGoodLight.jpg (con esposizione lunga) ed una Extra1GoodLight.jpg (esposizione breve). Nell’ultimo caso di Flash Dinamico abbiamo la foto senza flash (Extra1.jpg) e quella con il flash (Reference.jpg). Così potete divertirvi a ricreare l’effetto con photoshop. Anche in questo caso fate attenzione allo spazio occupato, perché le foto contenute nel file nar sono in alta risoluzione.

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Microsoft Hololens

La sensazione che avevamo, mentre assistevamo all’evento Microsoft di ieri 21 Gennaio 2015, era che fossimo in un film di fantascienza. C’è davvero poco da commentare, dopo Kinect, Microsoft fa un altro passo verso il futuro, quello immaginato in Minority Report.

Guardate qui, c’è davvero poco da dire

E forse il prossimo passo sarà questo…

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