La sentenza sul #terremoto dell’#Aquila. Parliamone.

Il 22 Ottobre 2012 è giunto a conclusione il processo di primo grado in relazione al terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. Con una sentenza esemplare vengono condannati tutti i membri della commissione «Grandi rischi» a 6 anni di reclusione. Condannati per non aver previsto il terremoto? Non proprio, anche se la differenza potrebbe essere sottile. Mi prendo ancora qualche giorno per pensarci su ma nel frattempo voglio proporre  alcuni spunti di riflessione trovati in giro per la rete.

Chi la pensa in un modo:
Di terremoti e tribunali. Qualche puntino su qualche “i”
La scienza, l’irrazionalità e il processo dell’Aquila
Condannati per cattiva comunicazione della scienza
Cosa si poteva dire, a L’Aquila

E chi nell’altro:
Il sismologo Usa: «Una vergogna. Altri i responsabili» Farkas
L’appello degli altri scienziati americani: «Sentenza assurda»

Ma in ogni caso gli effetti saranno deleteri, e già sono arrivati
L’Aquila, decapitata la Grandi Rischi

Segnalo anche una interessante discussione su Facebook iniziata da Paolo Amoroso. Sarebbe interessante continuare la discussione nello spazio commenti. Prego solo chi la pensa in questo modo

di evitare di unirsi alla presentazione perché come ho già detto in Non siete SCIENZA voi: Giuliani e le previsioni del #terremoto se c’è una cosa sicura in tutta questa situazione è che Giampaolo Giuliani non ha mai previsto il terremoto de L’Aquila.

AGGIORNAMENTO:
Un altro contributo interessante Tanti errori sul terremoto dell’Aquila

AGGIORNAMENTO (2):
Altre opinioni sulla sentenza:
Grandi rischi e sentenze
Marco Cattaneo in Capri espiatori
Processo dell’Aquila: perché credo che non ci sia niente da festeggiare

Un ottimo riassunto della vicenda di Nosengo sul blog di Nature (in inglese)
Il verbale della riunione

Mi sento di condividere anche le conclusioni di Amedeo Balbi:

Sia in California che in Giappone … le mappe sismiche vengono prese molto sul serio, le costruzioni reggono, e agli scienziati si dà retta sempre, non li si va a cercare quando la terra inizia a tremare, perché a quel punto è già tardi. E nessun Archimede pitagorico viene beatificato dai mezzi di informazione se millanta di aver inventato una scatoletta che prevede i terremoti…. Ma non si può neanche fare finta che questa sentenza non cambi nulla nella percezione pubblica del ruolo degli esperti, che non dia argomenti alle schiere sempre più folte e aggressive dei complottisti, che non rafforzi pericolosi equivoci su quello che la scienza può e non può fare, che non apra un varco ancora più ampio tra scienziati costretti sulla difensiva e cittadini già poco avvezzi al pensiero razionale. Un paese vulnerabile e arretrato come il nostro avrebbe bisogno dell’esatto contrario, di ricostruire dalle fondamenta, assieme al suo disastrato territorio, anche l’educazione al ragionamento, e un vero dialogo tra scienza, politica e società.

AGGIORNAMENTO (3):
Per informazioni sullo stato della ricerca per la previsione dei terremoti consiglio questo articolo di Marco Casolino

Altre opinioni:
Terremoti, sarà sempre allarme (di Mario Tozzi)
L’Aquila: la condanna degli scienziati? Indecente

anche dure verso gli scienziati:
http://www.giornalettismo.com/archives/555133/scienziati-tacete/

interessante e istruttivo anche questo articolo del 2010 sulle dinamiche della famosa riunione del 31 Marzo e sulle modalità di comunicazione scelte:

Questo ha raccontato Boschi agli agenti della squadra mobile. Precisando che “convocare una riunione della Commissione Grandi Rischi, chiamata a valutare un’emergenza, e non stendere nell’immediato un verbale equivale a non farla…”. E per la prima volta – invece di stendere un verbale – si decise di fare una conferenza stampa per “rassicurare la popolazione” alla quale “io non venni invitato”, ha messo sempre a verbale Boschi davanti agli inquirenti. A quell’incontro con la stampa locale De Bernardinis e Barberi (quest’ultimo consulente della Protezione Civile) rassicurarono la popolazione: “La comunità scientifica conferma che non c’è pericolo, perché c’è uno scarico continuo di energia; la situazione è favorevole” … L’Ingv – ha spiegato Boschi alla Polizia – ha sempre fatto il suo dovere, inviando alla Protezione Civile tutte le informazioni utili sullo sciame sismico ed evidenziandone la pericolosità.

E allora, mi chiedo io, perchè le stesse pene per tutti gli imputati, sono veramente tutti corresponabili allo stesso modo?

AGGIORNAMENTO (ok, smetto di contarli)
Un altro contributo interessante alla discussione: Il fungo comunicativo

AGGIORNAMENTO (25 Ottobre)
Altri contributi contrapposti:
Scienza e Politica
La rivincita del clown
L’Aquila: è stato un processo a scienziati che hanno ‘staccato’ il cervello e obbedito agli ordini
e un approfondimento degli eventi intorno alla riunione:
Il giallo nascosto nel verbale: una pagina firmata a disastro avvenuto

Per dire la mia io non credo che nessuno degli scienziati presenti a quella riunione possa aver affermato con sicurezza che non ci sarebbbe stato alcun terremoto. Nonostante il giallo del verbale postumo, risulta che anche nella versione originale del verbale ci sia questa frase di Enzo Boschi: «I forti terremoti in Abruzzo hanno periodi di ritorno molto lunghi, improbabile che ci sia a breve una scossa come quella del 1703, pur se non si può escludere in maniera assoluta. La semplice osservazione di molti piccoli terremoti non costituisce fenomeno precursore», cioè l’unica cosa che poteva essere detta.

Secondo Peter Sandman, esperto di comunicazione del rischio, quello che si doveva dire era la cosa seguente:

Non ci sono basi scientifiche per concludere che la probabilità che avvenga un forte terremoto sia più alta dopo queste scosse piuttosto che in altri momenti. Ma allo stesso tempo non ci sono nemmeno prove scientifiche che dimostrano che il forte terremoto non ci sarà. Probabilmente prima o poi qui ci sarà un altro forte terremoto, ma noi, semplicemente, non possiamo predire quando avverrà (o quando non avverrà). Ci dispiace poter offrire alla gente così poca assistenza ma la verità è che non siamo in grado di stabilire se lo sciame sismico debba essere motivo di preoccupazione oppure no. Normalmente, gli sciami sismici non sono seguiti da terremoti violenti. Ma “normalmente” non vuol dire “sempre”. Possiamo sicuramente capire perché molte persone di questa comunità si sentano più sicure a lasciare le loro case quando cominciano le scosse e non abbiamo prove scientifiche che dicano che farlo sia una sciocchezza.

Che è, in modo più elaborato, nè più nè meno di quello che ha scritto Enzo Boschi. E allora, mi chiedo, se il dolo è nella errata comunicazione, perchè hanno condannato tutti allo stesso modo e non solo quelli che hanno elaborato la comunicazione a partire da considerazioni come quelle di Boschi che non erano solamente tranquillizzanti? Dove è stata l’errata valutazione del rischio da parte degli scienziati?

Per l’accusa del Pm: “Ciò che agli imputati era richiesto, per legge, era l’analisi del rischio e una corretta informazione. La Commissione è organo consultivo e propositivo per la previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio […] per prevenzione l’insieme delle attività volte ad evitare o ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti agli eventi calamitosi.”

Per cui la cosa che avrebbero dovuto forse dire è qualcosa come: Essendo l’Aquila in zona sismica, se la vostra casa è stata lesionata dallo sciame sismico o se non è costruita secondo le norme antisismiche provvedete a ristrutturarla, indipendentemente dal prolungarsi o meno dello sciame, perchè prima o poi un forte terremoto potrebbe verificarsi.

La questione credo stia tutta nell’impossibilità di scindere la non prevedibilità del terremoto con il fatto che fortuitamente il terremoto c’è stato e c’è stato proprio in prossimità della fatidica riunione. Questo fa ritenere a tutti noi che osserviamo un pò più sbagliato il tranquillizzare piuttosto che l’allarmare. Questa errata percezione è confermata da alcune delle opinioni che si sentono in giro: il presidente dell’associazione magistrati Rodolfo Sabelli infatti afferma che “ciò che è stato condannato è l’errata analisi dei rischi che ha portato ad un’informazione che ha tranquillizato i cittadini invece di metterli in allarme” (Tg La7 minuto 30 circa). E io torno a chiedermi, in base alle conoscenze attuali sui terremoti, perchè sarebbe stato più giusto allarmare invece di tranquillizzare? Solo perchè, ripeto, fortuitamente un terremoto si è verificato pochi giorni dopo. Per capire questa percezione distorta, cosa sarebbe successo se la riunione fosse stata convocata uno o due mesi prima? Le rassicurazioni sarebbero state ugualmente considerate sbagliate? Un allarme invece, o l’invito a rimanere fuori di casa, per quanto tempo sarebbe stato ascoltato dalla cittadinanza?

Concludo, e scusate per la violenza dell’espressione, con una frase di Peppe Liberti: “questo è il destino che tocca a un Paese in cui la ricerca scientifica non conta un cazzo”

AGGIORNAMENTO (credo che questo sia uno degli argomenti più discussi degli ultimi tempi)
Scienza e democrazia (cristiana)

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11 risposte a La sentenza sul #terremoto dell’#Aquila. Parliamone.

  1. Gifh ha detto:

    Ciao Luca, approvo questo stimolo al dibattito e inizio telegrafico, così non ci si fraintende.
    Non è stato un processo alla scienza.
    La condanna è indipendente dall’assenza di facoltà divinatorie della commissione.
    Voglio leggere il testo della sentenza e mi aspetto sorprese.
    Per il resto, continuo a chiedermi le motivazioni dello schierarsi pro o contro, in qualsiasi caso non c’è da rallegrarsi. Trovo molto più umano disperarsi in solitudine per le proprie perdite, piuttosto che condividere l’appagamento di una vendetta idiota. Qui si trattava di rispettare delle leggi, di comunicare la realtà dei fatti e delle valutazioni dei rischi (gli addetti parlano di un certo S.I.G.E.). Altri dicono che quel fatidico verbale (di una riunione durata quasi un’ora, manco fosse quella di condominio), fu redatto secondo la rivelazione clamorosa del professor Enzo Boschi una settimana dopo la riunione, ossia una manciata di ore dopo il sisma (da un articolo del 2010). E prima pensavo che la riunione fosse una farsa…
    Mi limito a riportare quello che scrive Mazzetta:
    “Per questo sono stati condannati oggi i componenti della Commissione, per essersi attenuti a quel progetto e a quella volontà politica, trascurando del tutto i doveri che la legge imponeva loro in un caso del genere, non certo per “non aver saputo prevedere il terremoto”. “Facciamo parlare i massimi scienziati…” ha detto Bertolaso e loro hanno fatto i pappagalli del governo invece di adempiere al loro dovere. Questo dice la sentenza.” (http://mazzetta.wordpress.com/2012/10/22/laquila-fantagiornalismo-show/)

    Trovo infine disgustoso l’assunto che d’ora in poi nessuno si assumerà più alcuna responsabilità, cosa vuol dire? Che fino ad ora era facile perché tanto nessuno veniva chiamato a rispondere del proprio operato? E per cosa si prende lo stipendio,per parare il c… al proprio capo o per fare gli interessi della popolazione?

    Ecco, queste sono alcune delle cose che mi son passate per la testa.

    • lucadifino ha detto:

      Ho appena finito di leggere l’ultimo contributo segnalato “Tanti errori sul terremoto dell’Aquila”. Devo dire che al momento è una posizione che mi trova d’accordo. Sebbene non sia una condanna alla scienza, il processo presenta diversi errori. Trovo difficile identificare le responsabilità individuali, è stato un problema di comunicazione o di frettolose valutazioni? Il verbale della riunione è inattaccabile, ma perché allora non è stato redatta una comunicazione alla popolazione concordata da tutti i partecipanti? Qualcuno ha sottovalutato la portata e la responsabilità di essere membro della riunione, ed ha lasciato che il suo nome fosse associato ad un messaggio rassicurante ma sbagliato. Ma il messaggio era veramente sbagliato? Dire che lo sciame sismico non è necessariamente precursore di un terremoto è dare messaggi erroneamente rassicuranti? Per me no, perché è la pura e semplice verità, così come è la verità dire che non si può escludere un evento sismico. Cercando di fare un esempio, se interrogato, io direi ai singoli partecipanti ad una lotteria che probabilmente non vinceranno, anche sapendo che uno vincerà. Questo non vuol dire che la mia comunicazione è erroneamente pessimista.
      La responsabilità è politica? Cosa può fare la politica una settimana prima di un sisma? Non potendo sapere a priori che ci sarà un sisma, si può fare ben poco altro che far rispettare le norme antisismiche. E’ un problema politico stabilire una politica di precauzione che a fronte di mancati adeguamenti di sicurezza dovrebbe far evacuare zone abitate sempre, che ci siano o non ci siano precursori (cisto che non hanno peso nella determinazione di un imminente terremoto).
      Sul problema delle assunzioni di responsabilità, non sono d’accordo. Non potendosi prevedere i terremoti, che responsabilità possono avere gli scienziati? Cosa dovrebbero dire al di la di una valutazione della sismicità del territorio?

  2. lucadifino ha detto:

    Riporto un mio commento a chi paragonava questa situazione a dei sintomi medici:
    “il paragone con il medico non è corretto. Sebbene nemmeno un medico possa dire in base ai sintomi elencati da Silvia (paziente obeso, iperteso, ipercolesterolemico, con una familiarità importante per le cardiopatie di origine ischemica) quando avrà un infarto, i sintomi elencati sono fattori di rischio che aumentano le probabilità di avere un infarto.
    Con i terremoti non funziona così. Lo sciame sismico non è un sintomo del terremoto, non è un fattore di rischio. Dopo uno sciame sismico non è più probabile che ci sarà un terremoto, così come un terremoto potrebbe accadere senza alcuno sciame precedente.
    L’unico fattore di rischio è lo studio del territorio e delle attività sismiche storiche, per stabilire se la zona è su una faglia e quindi a rischio sismico.
    Se la medicina fosse paragonabile allo studio dei terremoti allora avresti ragione tu, non si potrebbero dare cure in base a sintomi specifici ma solo vaghe indicazioni di buona condotta. Che è l’unica cosa che si può fare nel caso dei terremoti. Dare indicazioni di buona condotta, cioè costruire case antisismiche. Di più non si può fare, la scienza non può dare risposte che non ha.”

  3. robxysm ha detto:

    comunicare via twitter e’ un po’ un casino, quindi cerco di essere piu’ chiaro qui.
    per come la vedo io, sia che si veda la questione come un caso di pessima e goffa comunicazione (magari politicamente diretta, ma non e’ questo il punto) sia che la si veda come un’accusa di non aver predetto un terremoto, e’ una sentenza oscena. e credo che siamo tutti d’accordo che in ogni caso i veri responsabili della tragedia sono quelli che hanno progettato e costruito gli edifici, che hanno dato i permessi, che non hanno fatto i controlli, etc…

    la questione e’ che la commissione ha minimizzato i rischi in modo indubbiamente goffo e superficiale, per levarsi dalle palle un cialtrone che seminava il panico. purtroppo ogni tanto anche i cialtroni ci azzeccano. che la commissione avrebbe dovuto essere piu’ precisa e attenta non lo metto in dubbio, ma anche se lo avesse fatto non avrebbe potuto, ne’ dovuto, invitare la gente a dormire in strada o a evacuare, che era l’unica cosa che avrebbe potuto fare la differenza. sarebbe stato altamente irresponsabile farlo (gridare al lupo, etc…, sappiamo tutti la storia). l’unico caso in cui avrebbero dovuto in allarme la popolazione sarebbe stato se avessero davvero avuto motivo di credere che stava per esserci terremoto (uno grosso che di quelli piccoli ce n’e’ in continuazione).
    quindi o li si sta accusando di non aver previsto un terremoto o li si sta accusando di non aver usato i toni giusti per rassicurare la popolazione. la prima e’ assurda e dimostra un’eccezionale ignoranza e stupidita’ da parte del giudice, la seconda e’ assurda perche’ non ci sarebbe stata nessuna differenza pratica nelle conseguenze, solo una differenza di forma (e in ogni caso non e’ roba che merita sei anni per omicidio).
    per finire, diciamo che se vivi in una zona sismica e senti la tua casa tremare che fai? stai a letto perche’ un tizio della protezione civile ti ha detto che non c’era rischio o esci, giusto nel caso che si sia sbagliato? c’e’ anche una stupefacente ignoranza dei rischi da parte di chi ci vive, mi pare.

    • lucadifino ha detto:

      Quali cialtroni ci avevano azzeccato? Giuliani non aveva previsto il terremoto dell’Aquila, ne aveva previsto uno a Sulmona che non si è mai verificato. Hai visto il mio post su Giuliani?
      Te lo riassumo:
      Il 23 Marzo Giuliani diceva di stare tranquilli e di non aver paura dei terremoti. “Questo sciame per la fine di Marzo dovrebbe diminuire di intensità e quindi scomparire”. Nella stessa intervista diceva anche “questo sciame sismico non è eccezionale, avviene praticamente tutti gli anni”.
      Ma il 26 Giugno rivedeva a posteriori la sua valutazione “Non è uno sciame sismico naturale, non è una cosa che avviene tutti i giorni”. Ancora a Gennaio 2010 dice che il terremoto stava bussando alle porte dell’Aquila da 4 mesi”
      DOPO IL TERREMOTO, nell’intervista a TG Leonardo, afferma che la previsione risale al 4 Aprile, nell’intervista con Vespa invece afferma che la mattina del 5 non c’erano particolari allarmi mentre alle 18 del 5 Aprile s’era caricato un 2.7 che non lo ha fatto preoccupare. Alle 9 il radon correva. Alle 11.30 gli carica più di 3000 punti. A mezzanotte stavamo intorno al 5 grado.
      In un’altra intervista il 14 Aprile afferma che già il 31 osservava una situazione fuori della norma che prediceva un evento la notte del 5.
      Ma ancora a novembre afferma che per 15 giorni ha cercato di avvertire l’assessore che il terremoto arrivava.
      Dove è la previsione?

      • robxysm ha detto:

        okay. ma non e’ questo il punto. il punto e’ che c’era un allarme e l’allarme e’ stato goffamente trattato con leggerezza. poi e’ successo qualcosa. se no, non saremmo qua a discuterne.
        quello che dici e’ importante per sottolineare che comunque non c’era modo di prevedere l’evento. ma anche se, per assurdo, il terremoto fosse successo dove e quando diceva quel tizio, si tratterebbe pur sempre di una coincidenza. voglio dire, in un paese dove ogni sasso e’ a rischio sismico, prima o poi ci si azzecca.

      • lucadifino ha detto:

        L’allarme era infondato anche se il terremoto c’è stato effettivamente. Questo ci dice la scienza.
        Per evitare questa accusa avrebbero dovuto allertare la popolazione del pericolo da tre mesi prima, da quando sono iniziati gli sciami sismici?
        Sai cosa sarebbe successo? Che dopo un mese di evacuazione, in assenza di un evento importante, la gente sarebbe tornata nelle case e avrebbe ignorato ogni altro avviso.
        Non è una situazione dalla quale si esce con facilità, inoltre è estremamente difficile evitare di pensare che, essendoci stato un terremoto, le rassicurazioni fossero eccessive. Cioè se in assenza di uno sciame o di altri segnali andassi in giro a rassicurare la gente sul fatto che non ci sarà un terremoto e il terremoto avvenisse, nessuno se la prenderebbe con me perchè nessuno si allarmerebbe in assenza di qualche fenomeno. Cioè la nostra percezione è deformata dagli eventi che sono poi avvenuti.

    • lucadifino ha detto:

      Arriviamo alla commissione che avrebbe minimizzato i rischi. Da quello che ho potuto leggere, la dichiarazione stampa di De Bernardinis è stata registrata prima della riunione. Perchè allora si è ritenuta l’intera commissione colpevole? Cosa avrebbero dovuto comunicare? Non c’è nessuna indicazione che possa avvenire un terremoto, ma anche no. Per cui rimanete in casa oppure uscite in strada, fate voi. A che serve una dichiarazione del genere? Anzi mi sto chiedendo a cosa serva una commissione nell’ottica di una comunicazione alla popolazione su di un evento imprevedibile. La commissione avrebbe solo dovuto dire che l’Aquila è in zona sismica per cui se la vostra casa non è a norma ricostruitela perchè quando arriverà un terremoto crollerà.
      Ma non è compito della politica assicurarsi che gli standard di sicurezza siano rispettati? Oppure gli studenti nella casa dello studente avrebbero dovuto ordinare una perizia a loro spese? Se una casa, qualunque casa, viene lesionata da uno sciame sismico, chi deve dirti che non è sicuro stare li?

      • robxysm ha detto:

        beh su queste cose direi che siamo abbastanza d’accordo. avrebbero indubbiamente dovuto essere piu’ professionali nel tranquillizzare la gente, ma da qui a ritenerli responsabili per quello che e’ successo ce ne passa…
        come gia’ detto in Italia praticamente dappertutto c’e’ rischio sismico. ci dovrebbero essere *ovunque* stringenti misure anti-sismiche ed esercitazioni della popolazione. come in california, giappone, etc…
        quelli erano morti e danni evitabilissimi. ma non perche’ un tizio della protezione civile ha fatto una battuta scema.

  4. Marco Casolino ha detto:

    Andando oltre la sentenza di per sè, dai commenti in giro è chiaro che le divisioni tra chi plaude la sentenza e chi non la condivide sono molto grandi e probabilmente insanabili, ne parlo qui un minimo più in dettaglio (ma ci vorrebbe un libro)
    http://marco-casolino.blogspot.jp/2012/10/la-casta-degli-apprendisti-stregoni.html

  5. Gianluigi ha detto:

    Il problema, secondo me, sta proprio nel legame politico tra quella commissione e il governo di allora. Se ci si pensa un attimo e si scindono i ruoli, si arriva alla conclusione che la sentenza è ingiusta almeno per l’equiparazione delle pene (ci sono poi altre considerazioni che sono presenti in molti dei post segnalati da Luca, che portano a ritenerla ingiusta per altri motivi aggiuntivi), ma se, come la maggior parte della gente fa, non si scindono quei ruoli, la sentenza diventa automaticamente giusta (conseguenza dell’atmosfera politica di questi mesi), senza pensare, come ricorda la Bencivelli, che i responsabili politici presenti in quella commissione non sono sotto accusa e non sono nemmeno sotto accusa i responsabili politici di quei crolli, ovvero coloro che hanno dato i permessi per costruire senza il rispetto delle norme antisismiche o non hanno messo in sicurezza il centro storico de L’Aquila.
    C’è poi un problema che mi pare non sia stato sottolineato in giro poi molto: l’assenza delle responsabilità politiche in questa serie di processi rischia di generare una pericolosa direzione, ovvero “Non serve costruire (o imporre la costruzione) a norma, tanto poi i magistrati sono pronti ad accusare i primi scienziati che passano di lì”.

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