Dove va il pc? Riflessioni su #Apple #Microsoft ed #Intel

Se c’è una cosa che va dato atto ad Apple di aver capito prima degli altri è che l’utente medio non ha bisogno di un pc. Con il suo iPhone prima, e con iPad dopo, ha introdotto dei sistemi semplificati per fare cose in modo immediato, filosofia che ha sempre fatto storcere il naso agli appassionati, per capirci quelli che a che servono quelle finestre, mi basta un terminale per fare tutto, ma che si è rivelata vincente preso gli utenti comuni, quelli che usano il pc per navigare e andare su Facebook.

Nonostante la nascita di nuovi sistemi operativi ed il proliferare di applicazioni sempre più complesse, rimane il fatto che questi nuovi dispositivi post-pc rimangono ideali principalmente per consumare contenuti, web, multimediali o videoludici che siano, mentre un pc tradizionale con tastiera e mouse rimarrà ancora per un po’ lo strumento di eccellenza per la creazione di contenuti. Ovviamente questa seconda categoria di dispositivi verrà sempre più spinta verso una nicchia di professionisti man mano che le interfacce di input naturali diventeranno più sofisticate. Per fare un esempio, attualmente chiunque per lavoro scriva (libri, articoli o simili) non può fare a meno di un pc con una tastiera fisica, ma in un futuro forse non troppo remoto sistemi di dettatura sempre più perfezionati potrebbero spingere questa categoria di professionisti verso la categoria dei dispositivi “semplici”.

Apple ha creato questa nuova categoria di dispositivi creando dal nulla un sistema operativo ed una nuova interfaccia. E’ stato possibile per Apple tagliare i ponti con il suo passato sistema in quanto il suo interesse è principalmente orientato sui dispositivi mobili, visto che questi ultimi rappresentano il grosso del fatturato di Apple, e questa situazione non farà che consolidarsi. Segno di questo è il progressivo disimpegno verso le macchine professionali e l’abbandono del settore server. Nei grafici seguenti (fonte keepittrill.com) è possibile osservare il peso dell’iPhone rispetto al fatturato totale di Apple e le vendite degli stessi iPhone in confronto a quelle dei Mac. E in questi numeri non viene considerato l’iPad…

IPhone vs. iEverything else

Per far capire la reale entità di questi numeri è sufficiente pensare che nel 2011 il fatturato dovuto ai soli iPhone è stato maggiore di quello della intera Microsoft.

Ho già parlato (ne L’ottava vita di Microsoft) di quale sia invece la strategia di Microsoft per poter recuperare una posizione di primo piano anche nel settore tablet e smartphone prima che la contrazione del mercato dei pc tradizionali possa metterla in seria difficoltà. La strategia di Microsoft prevede di sfruttare il monopolio nei sistemi tradizionali per introdurre con Windows 8 la nuova  interfaccia Modern UI (Metro, per capirci), affiancandola al desktop tradizionale. E’ importante l’affermazione di questa nuova interfaccia perché, come detto sopra, la vera sfida per il futuro è sui dispositivi semplici ed immediati come i tablet, cioè WindowsRT su sistemi ARM per quanto riguarda Microsoft.

In tutto questo come si pone Intel, il più vecchio alleato di Microsoft? Proprio ieri ho partecipato ad un Intel Community Day dedicato allo sviluppo di applicazioni per Windows 8 su Ultrabook. Ho trovato una situazione quantomeno confusa. Mentre, per i discorsi di cui sopra, Microsoft sta spingendo tantissimo sullo sviluppo di app per lo Store (quelle che gireranno su macchine x86 e ARM), Intel cerca invece di spingere sullo sviluppo di applicazioni desktop (che significa escludere ARM), cercando di lanciare, o rilanciare, il suo store AppUp di applicazioni desktop. Perché, non abbiamo detto prima, una componente della semplicità dei nuovi device è la presenza di uno store con cui facilmente scoprire ed installare nuove applicazioni (con un ritorno anche per il gestore dello store).

Quindi il focus primario di Intel è lo sviluppo su desktop sfruttando le caratteristiche dei suoi nuovi ultrabook, che al di la delle caratteristiche di alto livello (processori di ultima generazione, chassis di alluminio sottile e leggero, lunga autonomia) si differenziano dal punto di vista dello sviluppo di applicazioni per la presenza di una serie di sensori che si trovano tipicamente su dispositivi mobili (accelerometro, bussola, giroscopio, GPS, ecc.) e per la presenza del touchscreen sui nuovi modelli. Proprio nella presenza di questi sensori si denota la confusione, perché un portatile è un dispositivo si mobile, ma non così mobile come un tablet o uno smartphone, per cui risulta quantomeno poco interessante sviluppare un’applicazione che richieda di ruotare un portatile tradizionale, che si presuppone sia appoggiato su di un piano per permettere di lavorare piuttosto che portato in mano. Non basta infarcire un portatile di sensori o dotarlo di un touch screen per renderlo un avversario credibile di un tablet.

Il secondo aspetto che denota la diminuita convergenza tra Microsoft e Intel riguarda il settore smartphone, dove entrambi i player si sono mossi in ritardo rispetto alla rivoluzione iPhone. La strategia di Microsoft è ormai chiara ed orientata, con buone speranze di successo, sulla piattaforma Windows Phone 8, ormai pienamente matura e al pari dei concorrenti sia come supporto delle ultime tecnologie, sia come Store di applicazioni (siamo oramai oltre le 100.000 app). La strategia di Intel invece vede la presentazione recente dei primi smartphone su piattaforma x86, basati però su piattaforma Android, in direzione quindi contraria a Microsoft e per nulla omogenea con lo sviluppo desktop. In questo scenario, a mio modo di vedere, la strategia della casa di Redmond sembra migliore, offrendo un ecosistema abbastanza omogeneo nel campo dei pc tradizionali, dei tablet e degli smartphone (e anche delle console da gioco).

Dopo più di 30 anni di assoluto monopolio nel settore IT, le strade di questi due giganti dell’informatica sembrano iniziare a dividersi e solo il futuro potrà dirci quale sarà stato l’approccio vincente. E’ certo che per competere sul mercato consumer del futuro bisogna cambiare paradigma, rivoluzionare la visione che abbiamo oggi del pc e non si può semplicemente aggiungere all’esistente.

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4 risposte a Dove va il pc? Riflessioni su #Apple #Microsoft ed #Intel

  1. Mauro Venier ha detto:

    Tutto bello, tutto giusto (per il momento).
    Ma io sono comunque convinto che prima o poi il mercato (con o senza Apple) ritornerà verso il computer classico, sotto forma laptop non desktop, ma comunque classico.
    È molto più comodo, checché si dica, e l’essere umano ama la comodità.
    Saluti,
    Mauro.

  2. Pingback: Cosa è Windows RT? Differenze da Windows 8 | Background noise

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