2 Febbraio 2012 – Riattivazione di ALTEA

Il 2 Febbraio (si, lo stesso giorno in cui sono partito per Timbri, firme e ceralacca e ho potuto vedere L’Italia sotto la neve), dopo 60 giorni di inattività, è stata finalmente riattivata ALTEA. Tutto è andato bene, ma quello che volevo raccontare è cosa è andato storto quel 4 dicembre in cui non siamo riusciti nella riattivazione.

Tutto comincia con una perdita della telemetria.  La perdita di telemetria capita raramente, ma purtroppo capita, e di solito il tutto viene ripristinato con un riavvio del sistema, composto dall’unità centrale di ALTEA, la DAU, e dal Laptop che ospita il programma di interfaccia e configurazione dell’esperimento.

Il 4 dicembre 2011 il riavvio del laptop si è concluso con una bella schermata blu. Si, proprio la schermata blu di Windows – sulla Stazione Spaziale i computer usati dagli astronauti montano Windows 2000, lo sapevate? Un bel messaggio di errore unable to load ****** file (ora non ricordo quale fosse il file) che è rimasto nonostante un successivo riavvio del laptop. Diagnosi: hard disk rotto, probabilmente – sulla Stazione Spaziale non è facile chiamare l’amico smanettone per venire a dare un’occhiata al pc. Quindi HD rotto e nessuna possibilità di riavviare ALTEA con quel portatile.

Ci vuole una settimana per ottenere il cambio del portatile con un altro presente sulla stazione e altre tre settimane per trovare il tempo astronauta necessario alla riattivazione di ALTEA. Il 3 Gennaio Don Pettit si occupa delle operazioni che stavolta comprendono la reinstallazione del software necessario ad ALTEA sul nuovo laptop e la riattivazione vera e propria.

Si procede quindi, per la prima volta in assoluto, all’installazione dei software. E’ importante sottolineare che questa era la prima volta che il software viene installato a bordo con questa procedura, perché il software che era sul laptop guasto era stato installato a terra prima che il laptop stesso fosse portato a bordo della ISS. La procedura comprende l’installazione di un software DHCP necessario per assegnare un indirizzo IP alla DAU e per renderla in grado di comunicare con il software di controllo.

Qui iniziano i primi problemi. Il software va registrato con un codice numerico da 10 caratteri e un nome utente alfanumerico da 20 (VENTI) caratteri. Perché la burocrazia italiana non comprende che un’azienda possa registrare un software con un nome diverso dalla denominazione sociale dell’azienda. Per cui il software è registrato a nome dell’azienda con tanto di S.P.A. (con tutti i puntini ovviamente) compreso il nome del comune che la ospita. Roba da matti, manca solo l’indirizzo e il codice fiscale. In una procedura per gli astronauti ogni carattere è sottolineato, rendendo difficile persino vederli i puntini della S.P.A. Don è costretto a chiedere al supporto a terra che i codici gli siano letti, perché lui proprio non riesce ad inserirli correttamente.
Il passo successivo è di configurare il software DHCP inserendo il MAC address della DAU e l’indirizzo IP corretto. Altri caratteri separati da due punti e da punti, in modo da rendere il tutto più complicato per il povero Don. Con l’aggiunta che per motivi di sicurezza l’indirizzo IP non può essere letto da terra. Insomma dopo un paio di tentativi la procedura viene completata. Il laptop viene riavviato e in seguito viene installato anche il software di controllo di ALTEA.

Siamo pronti per l’attivazione di ALTEA, si accende la DAU, si avvia il software di controllo, ma al momento di spingere il tasto Connect, il programma da un messaggio di errore “Unable to connect”.

La DAU non risponde…

L’astronauta viene messo in attesa, ma è già passato molto più tempo di quello previsto e deve passare ad altra attività. A terra cerchiamo di pensare a cosa può essere andato storto. Il primo pensiero va ovviamente alla registrazione o alla configurazione degli indirizzi, viste le difficoltà incontrate. Chiediamo quindi di poter verificare la configurazione del DHCP lanciando l’interfaccia del programma. Riusciamo ad ottenere che Dan Burbank dedichi un po’ del suo tempo a noi. (Dan al posto di Don, in modo da rendere il tutto più complicato.)

Dan avvia il DHCP e nella schermata che dovrebbe mostrare gli indirizzi già configurati compare….. nulla. Tiriamo tutti un sospiro di sollievo, la configurazione DHCP non è andata bene, basta ripeterla e tutto dovrebbe andare a posto. E invece la DAU continua a non rispondere. Tutto viene dunque interrotto e rimandato a data da definirsi.

A terra bisogna capire cosa è andato storto. Non sappiamo se la seconda configurazione sia andata a buon fine, ma non possiamo nemmeno escludere che sia la DAU ad avere problemi. In quest’ultimo caso, nessuna speranza, ALTEA è persa per sempre. Stiamo calmi, il problema deve essere per forza nel DHCP, in qualche modo deve essere li il problema.

Ok, per qualche motivo la prima configurazione non è andata a buon fine, ma sembra improbabile che anche la seconda volta non sia andata bene. A terra viene replicata la procedura di configurazione.

Il firewall di Windows XP blocca il server DHCP, problema identificato. Peccato che a bordo ci sia Windows 2000, niente firewall integrato. Bisogna pensare a qualcos’altro.

Richiediamo che vengano scaricati alcuni file di configurazione da cui risulta che il codice di registrazione inserito non corrisponde a quello della procedura. Controllando meglio sul software ben configurato a terra, si vede che il codice nel file di configurazione non corrisponde a quello inserito, forse per evitare che venga piratato andando a leggere questo file. Nemmeno qui è il problema, prossima idea?

Dai file però si capisce anche che nemmeno la seconda volta la configurazione è andata a buon fine. Ma perché? Prova e riprova, qualcuno si accorge che qualora il computer venga riavviato subito dopo la configurazione del DHCP, il programma non fa in tempo a scrivere su file la configurazione e dopo il riavvio non risulta configurato.

Tutto torna, la DAU è salva.

Decidiamo inoltre che piuttosto che replicare la procedura un’altra volta, è meglio uploadare il file di configurazione già compilato, in modo che il DHCP si trovi configurato all’avvio, senza intervento dell’astronauta.

A questo punto non restia che aspettare che la NASA trovi tempo disponibile per replicare la procedura di attivazione.

Il 2 Febbraio viene assegnato del tempo astronauta per ALTEA e la procedura può essere effettuata. La procedura viene eseguita talmente bene e facilmente che Don non ha bisogno nemmeno di comunicare con il supporto a terra. Senza alcuna comunicazione, a terra iniziano ad arrivare i primi dati, la telemetria ingegneristica da cui seguiamo il progressivo accendersi di tutti i sistemi ed in seguito la telemetria scientifica, con le calibrazioni e di nuovo le particelle.

Ci siamo presi un bello spavento, ma ALTEA è pronta per un nuovo anno di misure.

Buon 2012!

Questa voce è stata pubblicata in Physics, Science, Space Operations e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

10 risposte a 2 Febbraio 2012 – Riattivazione di ALTEA

  1. Che storia!😀 Letta tutta d’un fiato…complimenti a tutto il team (astronauta compreso)😉

  2. rikyunreal ha detto:

    Evviva. Sono curioso di vedere cosa “vedrà” ALTEA in questi giorni di intensa attività solare.

    Possiamo suonare la campane a festa : din, Don, Dan!

    • lucadifino ha detto:

      Mi sono dimenticato di scrivere che due giorni prima della riattivazione mi è arrivata una mail dal Goddard:
      “Abbiamo notato che non ci sono dati di ALTEA dall’inizio di Dicembre. Visto che c’è stata parecchia attività solare recentemente sarebbe interessante sapere se il vostro strumento ha rivelato livelli elevati di radiazione.”
      Vedrete che il sole adesso ritornerà in un periodo di calma piatta…
      Anzi, secondo la legge di Murphy, potremmo prevedere la prossima tempesta solare in base al prossimo malfunzionamento di ALTEA.

  3. micene84 ha detto:

    Da quello che hai scritto sembra che il software che utilizzate sia “commerciale”. Ma è un software che fa solo da interfaccia con l’hardware e scarica dati o fa anche elaborazione dati? Dato che ALTEA è un esperimento “unico” immaginavo che aveste fatto un software ad-hoc, quindi senza bisogno di registrazioni e cose così.

    • lucadifino ha detto:

      Il software di controllo di ALTEA è un software appositamente scritto, come correttamente dici tu. Però la DAU di ALTEA ha bisogno, all’avvio, di un software DHCP che gli fornisca l’indirizzo IP corretto. Questo server DHCP è invece un software commerciale.

  4. Pingback: L’attività solare e l’esposizione degli astronauti | Background noise

  5. Pingback: Angry Birds in Space. Anche gli astronauti giocano | Background noise

  6. Pingback: L’attività solare di Marzo 2012. Tre CME in tre giorni. | Background noise

  7. Pingback: In orbita con Murphy | Background noise

  8. Pingback: ALTEA va in Columbus | Background noise

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...