ALTEA allo Young Researcher Meeting di Roma

Il 20 Gennaio ho partecipato alla terza edizione dello Young Researcher Meeting in Rome. Lo YRMR è una piccola conferenza dedicata alla discussione e allo scambio di idee in fisica. Il meeting è indirizzato principalmente a laureati e studenti post-doc che lavorano nel campo della fisica che sono invitati a presentare i loro lavori in un ambiente informale in modo da creare un network di giovani ricercatori e di stimolare la cooperazione attraverso i diversi ambiti della fisica, sia teorica che sperimentale. Il meeting è diviso in diverse sezioni dedicate ai diversi ambiti di ricerca: fisica teorica e delle particelle, fisica della materia, astrofisica e cosmologia, geofisica, biofisica e fisica medica e fisica applicata. Trovate qui il programma della conferenza, da cui è anche possibile scaricare tutte le presentazioni.

Il talk di ALTEA era un riassunto delle attività e dei principali risultati ottenuti da ALTEA in questi anni e per la precisione era intitolato: “The ALTEA and ALTEA-Shield experiment onboard the International Space Station”.

Ecco il riassunto della presentazione: Anomalous Long Term Effects in Astronaut’s Central Nervous System (ALTEA) è uno strumento formato da sei rivelatori di particelle usato per misurare gli effetti sull’attività cerebrale e sulle percezioni visive, incluso il fenomeno dei light flash (di cui abbiamo parlato qui), dovute all’esposizione degli equipaggi spaziali alla radiazione cosmica. Grazie alla sua capacità di operare senza intervento dell’equipaggio è stato anche utilizzato come dosimetro per fornire dati quantitativi sulle particelle di alta energia che passano attraverso la ISS. Le capacità di ALTEA sono anche usate per fornire informazioni aggiuntive sull’esposizione dell’equipaggio durante la loro permanenza sulla ISS.
L’esperimento ALTEA è stato sviluppato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) in collaborazione con un team scientifico guidato dal professor L. Narici dell’Università di Roma Tor Vergata. L’esperimento è a bordo della Stazione Spaziale Internazionale da Luglio 2006 ed è stato usato come strumento operativo dallo Space Radiation Analysis Group (SRAG) della NASA.
Da settembre 2010 i rivelatori di ALTEA sono utilizzati con un differente supporto per l’esperimento ESA ALTEA-Shield che è studiato per studiare il flusso in diverse posizioni all’interno dello UsLab. ALTEA-Shield fornirà anche dati sull’efficacia degli schermi per radiazione testando vari materiali e spessori.
Una descrizione dell’esperimento e un riassunto dei principali risultati ottenuti da ALTEA e ALTEA-Shield verranno presentati.

La presentazione (in inglese) è scaricabile da questo indirizzo (Slides) o da quest’altro (The ALTEA and ALTEA-Shield experiments onboard the International Space Station.pptx)

Se avete domande non esitate a farle lasciandomi un commento.

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10 risposte a ALTEA allo Young Researcher Meeting di Roma

  1. micene84 ha detto:

    Ciao! Ti riscrivo qui le domande del topic di forum astronautico http://www.forumastronautico.it/index.php?topic=17011.0;topicseen.
    Nella slide Particle flux anisotrpy ci sono 4 grafici. I grafici di destra mi sembrano avere le stesse unità di misura di quelli di sinistra. Qual è la differenza?

    • lucadifino ha detto:

      I grafici di destra sono uguali a quelli di sinistra. A destra è solo riportato lo zoom a basse energie per mostrarne meglio il comportamento. Infatti si vede che il grafico della direzione X è maggiore di quelli delle altre direzioni, mentre alle energie maggiori è il contrario.

  2. micene84 ha detto:

    Avete (hai) pensato ad una causa dell’anisotropia di radiazioni?

    • lucadifino ha detto:

      La causa dell’anisotropia dovrebbe essere principalmente il maggiore schermo che la radiazione incontra nella direzione X (dove attraversa la stazione per lungo). Lo schermo maggiore causa la frammentazione dei nuclei più pesanti (abbassando il flusso a energie alte) e i frammenti vanno ad aumentare il flusso dei nuclei leggeri (a basso rilascio, dunque). Questo è il motivo per cui tanto schermo non vuol dire meno particelle, anzi. La radiazione è a più basso LET, quindi meno dannosa, ma il numero di particelle risulta maggiore.

  3. micene84 ha detto:

    Nella slide sul flusso di particelle e l’abbondanza degli ioni, dove ci sono tutti i picchi divisi per atomi, la quantità degli ioni sarebbe quella presente nel flusso di particelle? Sulle ascisse c’è la differenza di energia misurata da ALTEA per singolo evento? L’acronimo Pic1 per cosa sta? Come mai non vedo idrogeno ed Elio che mi aspetterei essere i più abbondanti?

    • lucadifino ha detto:

      Nella slide con il flusso (ma in realtà non è un vero flusso) e l’abbondanz, è mostrato lo spettro di energia rilasciata nei rivelatori di ALTEA (in ascissa). Ogni curva rappresenta uno ione di quelli che compongono il flusso di particelle. Pic1 sta semplicemente per Picco 1
      Correttamente ti aspetti idrogeno ed elio più abbondanti, ma ALTEA, come mostrato nella slide 3, è poco sensibile all’elio e pochissimo all’idrogeno, per cui si vedono poco. Tutti i nuclei leggeri ( < B ) compresi idrogeno ed elio sono all'interno di pic1.

  4. micene84 ha detto:

    La radiazione fuori dalla stazione è isotropa? Mi spiego meglio: all’interno della stazione è anisotropa, per gli effetti di schermatura. Però prima di essere schermata la radiazione è isotropa? In un ipotetico viaggio interplanetario sarebbe cioè possibile stabilire un verso di schermatura preferenziale?
    Quello che mi aspetterei in un viaggio interplanetario sarebbe una radiazione isotropa derivante dai raggi cosmici ed un’altra fortemente direzionale dovuta al Sole. Anche in orbita intorno alla Terra è così o l’anisotropia dipende maggiormente dal campo magnetico?

    • lucadifino ha detto:

      Tieni in cosiderazione che in un’orbita come quella della Stazione Spaziale, la dose assorbita nei passaggi sulla SAA è pari a quella presa nei poli, nonostante la stazione non passi sulla SAA in tutte le orbite (circa 6 passaggi al giorno + o -) e che nella SAA ci siano solo protoni (che contribuiscono poco alla dose). Ma l’incremento di flusso di protoni arriva fino a 100 (forse 1000) volte …
      La radiazione è più o meno isotropa, a parte un certo effetto di schermo da parte della Terra stessa. Ma i raggi cosmici non viaggiano in linea retta, quindi alla fine risultano più o meno isotropi.
      In un viaggio interplanetario la radiazione può essere tranquillamente cosiderata isotropa. E anche quella proveniente dal Sole, sempre a causa dei campi magnetici, non è poi così direzionale.
      L’anisotropia misurata da ALTEA dipende quasi solamente dalla schermatura, a parte nella SAA dove i protoni intrappolati vengono quasi tutti da una direzione sola.

  5. micene84 ha detto:

    Avevo letto un articolo sulla pericolosità delle radiazioni e, a memoria, ricordo che i protoni liberi possono essere molto più pericolosi dei nuclei pesanti perché, sebbene meno energetici, interagiscono maggiormente con il DNA e il nostro apparato biologico

    • lucadifino ha detto:

      In realtà i nuclei pesanti sono più pericolosi, anche a livello biologico, dei nuclei leggeri (e dei protoni), perchè anche a parità di dose assorbita, i nuclei pesanti la rilasciano tutta nello stesso punto (sulla stessa traccia). I protoni quindi sono meno pericolosi in se, ma come ti ho detto nel caso della SAA, il problema è che sono anche 10000 volte più abbondanti dei nuclei più pesanti. Un altro problema dei protoni è che sono (a parità di energia per nucleone) molto più penetranti dei nuclei, quindi è più difficile schermarli.
      Se ti va metti anche queste sul blog, e se vuoi approfondire sul mio blog trovi un riepilogo sui raggi cosmici qui.
      Parlo della SAA nel post “Il campo magnetico terrestre” e di altri argomenti come la perdita di energia e la protezione.

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