Concorrenza sleale (ancora omeopatia)

Arriva l’inverno e con l’inverno arrivano i mali di stagione. E con questi la radio si riempie di pubblicità di rimedi per i sintomi influenzali. Quella che più mi irrita è la seguente:

Buongiorno, sono Christian B*****, presidente del gruppo B*****, il nostro medicinale per i sintomi influenzali è numero uno in Francia ed è presente in sessanta paesi nel mondo.
Sai perché? Perché risolve i sintomi rapidamente.
E’ omeopatico e quindi senza effetti collaterali. Così può essere utilizzato da tutti. Parlane con il tuo medico o il tuo farmacista. Scegli anche tu B*****, leader mondiale dell’omeopatia, azienda familiare da oltre ottanta anni con più di 4000 persone nel mondo.
Sintomi influenzali? Prova l’omeopatia.

Bene, in Italia i preparati omeopatici possono essere venduti ma (fonte):

  1. non devono recare sulle confezioni né vantare in qualsiasi altro modo indicazioni terapeutiche
  2. devono avere un grado di diluizione tale da garantire l’innocuità
  3. è vietata qualsiasi forma di pubblicità presso il pubblico

Però siamo in Italia e le leggi sono fatte per essere aggirate quindi la nota casa B*****, che non cito perché non avrei i mezzi di difendermi da una loro eventuale azione legale, ci propina continuamente pubblicità di prodotti omeopatici vantando di risolvere i sintomi influenzali rapidamente. Infrangendo cioè due dei tre punti che ho indicato sopra e che a quanto ne so dovrebbero essere ancora in vigore (ci sarà un modo per far rispettare la legge? Ne dubito, avranno fior fiore di avvocati e avranno trovato il modo per fare tutto legalmente).

Inoltre vogliono spacciare la più grande multinazionale omeopatica che ha chiuso il 2009 con un fatturato di 526 milioni di euro come una botteguccia di famiglia (beh, una famiglia numerosa, visto che come dicono loro hanno più di 4000 dipendenti nel mondo).

In ogni caso ci troviamo di fronte al fatto che la pubblicità viene fatta. Proviamo a confrontarla con la pubblicità, alla stessa radio, di un medicinale (aspirina) che cura (stavolta veramente) gli stessi sintomi influenzali:

Sintomi del raffreddore e primi sintomi influenzali? Puoi combatterli con V***** effervescente! E’ un medicinale che può avere effetti indesiderati anche gravi. E’ in farmacia, è M*******

E’ chiaro che tutte quelle persone che non hanno il tempo o la voglia per informarsi di fronte a queste due alternative sceglierebbero sempre la prima. Il tutto è aggravato dal fatto che si da credibilità al tutto aggiungendo il riferimento al medico o al farmacista che purtroppo sono complici di questa enorme truffa.

Insomma ci troviamo di fronte all’assurdo che i medicinali sono obbligati per legge a ripetere che potrebbero avere effetti collaterali anche gravi, mentre lo zucchero omeopatico può millantare risultati e vantarsi anche di non avere effetti collaterali. E ci mancherebbe altro che avesse anche effetti collaterali. Io obbligherei le pubblicità di prodotti omeopatici a recitare

E’ un preparato omeopatico che potrebbe non avere alcun effetto.

Ognuno sarebbe libero di curarsi come vuole, e solo così forse non sarebbe concorrenza sleale.

Se scegliete l’omeopatia, ricordatevi di passare al nostro Outlet omeopatico e fate una bella scorta.

Per approfondire l’argomento:
Big Placebo
Omeopatia: ghiandole di rospo e veleno di serpente
Omeopatia: Abbasso la scienza! Anzi no, evviva (II parte)

Per quanto riguarda la denuncia di B***** ne ho parlato in Golia contro Davide (ovvero sull’Omeopatia) in cui parlo delle prove scientifiche dell’omeopatia

Effetti negativi dell’omeopatia (o forse più della disinformazione):
L’Omeopatia uccide (by Phil Plait)
Muore a sedici anni a causa del diabete curato con terapie omeopatiche

E se volete diventare omeopati a vostra volta seguite le indicazioni di Paperino l’omeopata.

PS: Forse devo ripensare alla mia posizione sull’omeopatia. Apprendo dal blog MedBunker della prima conferma che l’omeopatia può salvare le vite umane.
Alexa Ray Joel, figlia del cantante Billy Joel, ha tentato il suicidio nella sua abitazione per una delusione d’amore: “voglio morire” ha detto al telefono al suo ex fidanzato. Ingerite numerose pillole di tranquillanti ha chiamato i soccorsi dicendo di avere difficoltà respiratorie.
Giunta in ospedale in apparente buona salute si è scoperto che aveva in realtà ingerito 8 granuli di un “antistaminico” omeopatico.
È stata riaccompagnata a casa in condizioni perfette tra lo stupore del personale del pronto soccorso che ha ben altri problemi da risolvere e sta benissimo naturalmente: quando l’omeopatia evita un suicidio insomma.

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28 risposte a Concorrenza sleale (ancora omeopatia)

  1. lucadifino ha detto:

    Ho trovato un tentativo del 2006 fatto da un medico per bloccare la pubblicità in questione
    La sintesi del tentativo è “Un buco nell’acqua… ” http://groups.google.com/group/it.salute/msg/8c883c038ffe12b3?pli=1

  2. Aldo Grano ha detto:

    Caro Luca, sono contento che Tu mi dia del truffatore. Se Ti preoccupa una reazione legale della Boiron, prima di usare certi termini dovresti munirTi di avvocati e sentenze legali che Ti autorizzino a dare del truffatore ad alcune migliaia di Farmacisti e Medici Italiani che consigliano l’ Omeopatia. Anche questi potrebbero incas, non io , per carità, che Ti rispondo con un “bell’ ingenuo! Ti ripari con una sciarpa dal vento ed attraversi la strada bendato all’ ora di punta!”

    • lucadifino ha detto:

      Non riuscirei in coscienza a parlare dell’inconsistenza scientifica dell’omeopatia senza definire chi la propaganda e, peggio, ci mette la sua autorevolezza professionale, quantomeno parte di una enorme truffa. Mi auguro per lo meno in buona fede.
      Da un punto di vista prettamente scientifico, mi piacerebbe aprire un confronto con qualcuno che crede (questa è la parola giusta) per capire su quali basi lo faccia. Perchè penso che gli ingenui siate voi.

  3. Marco Casolino ha detto:

    Ciao Luca,
    anche io dubito che le medicine omeopatiche abbiano alcun effetto, e mi piacerebbe vedere degli articoli in letteratura scientifica che possano dimostrare l’eventuale beneficio delle medicine omeopatiche. Il caso che tu citi in cui le medicine omeopatiche possono avere effetti benifici potrebbe paradossalmente essere più ampio ma solo nei casi blandi: con un po’ di raffreddore è forse meglio bere un po’ di acqua fresca ed aspettare che l’effetto placebo ed il sistema immunitario facciano il loro lavoro che imbottirsi di medicine.

    • lucadifino ha detto:

      Voglio solo sottolineare che, come ho già scritto, mettendo da parte lo scetticismo che un litro di tintura madre diluito in una sfera d’acqua da 6 milioni di miliardi di chilometri di raggio possa avere un qualche effetto (http://medbunker.blogspot.com/2009/08/omeopatia-introduzione-i-parte.html), e supponendo che ci sia qualche meccanismo di cui la scienza è ancora all’oscuro e che renda efficace la pratica omeopatica, questa efficacia va dimostrata con metodo scientifico.
      Riassumendo i risultati degli studi sull’efficacia dei rimedi omeopatici pubblicati sulle riviste scientifiche (ormai qualche migliaio) possiamo dire che, non soltanto non esiste ancora, dopo vent’anni di studi, conferma dei risultati sperimentali, ma che anche gli studi più favorevoli pubblicati mostrano risultati nulli oppure ai limiti della significatività statistica (per approfondire si legga questo post di Query – http://www.queryonline.it/2011/02/07/omeopatia-metanalisi/).

  4. Aldo Grano ha detto:

    Caro Luca, se vuoi fare un confronto con me, ok. Vedo tra l’ altro che citi un thread di Query on line dove, su 118 commenti, la metà (quasi) sono miei. Ho portato lavori finché ne vuoi e alla fine cosa mi dice Query? Sostanzialmente, che non hanno voglia di abbonarsi a Homeopathy. Li capisco, nemmeno io mi abbono a Query o mi iscrivo al CICAP, ma non dico che non esistono e che non pubblicano articoli scientificamente validi. Poi ci si mette Med Bunker in persona, a cercare di contrastarmi (quando si trovano di fronte uno pari loro, chiamano rinforzi). Gli dimostro che, se pretendo io dalla Medicina Ufficiale quello che loro pretendono dall’ Omeopatia, non riescono nemmeno a dimostrarmi che l’ Aspirina ha proprietà analgesiche e antipiretiche. Comunque in quel thread penso ci sia non solo il riassunto di tutti gli argomenti a favore dell’ Omeopatia, ma anche che, alla fine di una attenta e paziente lettura, se sei in buona fede (l’ hai tirato fuori Tu il dubbio della buona fede, non Ti offendere) capirai che gli argomenti ci sono. Per Te, forse, non basteranno ancora, ma neanche a me bastano i vostri per rinunciare a curare la gente con l’ Omeopatia. Altrimenti, se non hai voglia di leggere, e Ti senti più forte e competente del dr. **************-Wewee, fammi le domande che, secondo il Tuo giudizio, mettono più in crisi gli Omeopati. Ma una alla volta, per favore, ognuno ha i suoi impegni e sotto Natale lavoro tutti i santi giorni. E se non vuoi farlo sul Tuo blog, la mia e-mail è qui sotto.

    • lucadifino ha detto:

      Per prima cosa mi sembra molto scorretto usare il mio blog per esporre a tutti il nome completo di WeWee (curatore di MedBunker) che per suoi motivi che non intendo giudicare ha deciso di non rendere pubblico.
      Seconda cosa: è l’omeopatia a dover dimostrare la sua efficacia. Affermazioni eccezionali richiedono prove altrettanto eccezionali. La medicina propriamente detta per ora ha dalla sua un contributo importante all’allungamento della vita media dai 40 anni del 1900 fino ai quasi 80 attuali.
      Terzo, non sono un medico nè un biologo, non ho accesso alla letteratura specialistica e non ho le competenze per dissertare di studi clinici, ma da fisico tendo a non fidarmi degli effetti di qualcosa di basato su processi ignoti e soprattutto non misurabile (oppure esiste un processo per misurare le soluzioni iperdiluite?).
      La memoria dell’acqua non mi basta, perchè anche fosse dimostrata, non capisco come possa selezionare il ricordo del solo principio attivo e non di tutte le impurità con cui giocoforza viene a trovarsi a contatto.
      In ogni caso se persone ben più competenti di me non hanno fatto vacillare le tue convinzioni non credo che il mio intervento possa avere altro esito.
      In ogni caso non rinuncio ad esporre alcune osservazioni e domande.
      Non per poco rispetto o perchè voglio rubare del tempo al natale o al lavoro, ma le scriverò tutte insieme perchè pur essendo un tema che mi appassiona questo è un blog personale che scrivo nel mio poco tempo libero e non è un blog sull’omeopatia. Prenditi tutto il tempo che vuoi, non pretendo risposte immediate o tutte insieme.

      Mi sembra un po debole l’indicazione dei molti studi su Homeopathy, a meno che la comunità usata per il processo di review non comprenda anche esperti che non siano fautori dell’omeopatia.

      I suoi pazienti sono al corrente che nei preparati omeopatici sopra la 13CH non rimane nessuna molecola del principio attivo originario?

      Come mai non esistono rimedi omeopatici per patologie gravi (se il principio è valido dovrebbe valere per tutto)?

      Cosa pensi dei tuoi colleghi omeopati che in alcune occasioni hanno perserverato nelle cure omeopatiche provocando il decesso del paziente (come il caso della ragazza diabetica di cui parlo nel post)?

      Il testo di riferimento dell’omeopatia è ancora l’Organon di Samuel Hahnemann?

      Infine se pensi ci possano essere 2-3 lavori che possano aprirmi gli occhi ti prego di mandarmeli ed io mi impegno a studiarli con attenzione, sempre nel mio poco tempo disponibile. Nel frattempo mi andrò a leggere i tuoi interventi su Query.

  5. Aldo Grano ha detto:

    Caro Luca, ti ringrazio per l’ ospitalità. Ogni domanda può avere una risposta immediata, che però renderebbe il nostro colloquio simile ad un inutile ping pong tra due buoni giocatori in difesa, e una risposta articolata, da parte di chi vuole capire chi ha di fronte e si sforza di spiegarsi. Cercherò, per ogni domanda, di darTele entrambe, in modo che se hai fretta Ti leggi solo la più corta, ma se vuoi capire anche le risposte successive o, addirittura, prevederle, puoi leggere la seconda.
    “I suoi pazienti sono al corrente che nei preparati omeopatici sopra la 13CH non rimane nessuna molecola del principio attivo originario?”
    Risposta a bomba: I miei clienti (sono farmacista, non medico) in maggioranza assoluta vengono o con la ricetta di un medico omeopata o ordinano un farmaco o più omeopatici che conoscono già, per averli già usati. Corollari: ci aggiungerei un ulteriore 10% ( tra i consumatori di farmaci omeopatici) che mi chiedono direttamente un farmaco omeopatico, a mia scelta, ovvero seguono il mio consiglio di farmacista, perché si fidano dei miei consigli, per un disturbo loro o di un familiare (prevalentemente bambini) perché si fidano più della Omeopatia che dei farmaci biochimici. Verso tutti questi non è necessario approfondire se conoscano l’ obiezione principe degli Scettici nei riguardi dell’ Omeopatia, ma ritengo sia ben nota, almeno tra gli Italiani. Tutti i consumatori di farmaci omeopatici abituali, in pratica, sanno che non si sa esattamente perché funzionano. Vi sono poi i clienti cui consiglio io direttamente un farmaco omeopatico o, se la diagnosi non è alla mia portata, di andare da un medico omeopata. Direi che quelli ostili alla Omeopatia sono una minoranza, e me lo dicono, più o meno pari a coloro decisamente favorevoli alla Omeopatia. La maggioranza dei clienti sospende il giudizio e fa uso sia di farmaci omeopatici che allopatici. Vuole risolvere un problema e il perché sia risolto gli interessa poco.
    Risposta articolata: questa domanda è ritenuta importantissima, direi decisiva, solo dai nemici dell’ Omeopatia. Per Voi il fatto che la diluizione di un farmaco omeopatico sia altissima dà la certezza assoluta che non possa funzionare. Ma per chi i farmaci omeopatici li utilizza e ne ha avuto esperienza positiva conta poco. “Eppur funziona” direbbe Galileo, di fronte ai moderni dogmatici della Scienza. Prova a immaginare di essere un cliente, ignorante delle controversie in atto sull’ Omeopatia, che si trova di fronte un farmaco omeopatico consigliato da un medico o da un farmacista. Sulla scatola vede scritto: “farmaco omeopatico e, quindi, privo di indicazioni approvate”. Nessun foglietto illustrativo, nessun accenno alla posologia, solo il nome, la casa produttrice, la scadenza. E il codice a barre di riconoscimento. La confezione, quasi sempre, è anche brutta, perché le società farmaceutiche omeopatiche stanno scoprendo il marketing da pochi anni. Prima lo snobbavano addirittura e se ne vantavano anche. Motivi di diffidenza, quindi, ne avrebbe tanti, anche se ignorasse che per gli scettici si tratta solo di palline zuccherate o gocce d’ acqua fresca. Può superare questa diffidenza, più che ragionevole, solo se il farmaco gli risolve il problema. E anche alla svelta. Inoltre gli tocca pagarlo di tasca propria. Se va a chiedere al suo medico di base come mai la Mutua non possa i farmaci omeopatici la maggioranza dei medici di base italiani gli risponde ancora: “perché non fanno nulla”. E’ un toscanismo, scusami, ma tanto il significato è uguale ovunque.
    E ora parliamo dei medici omeopati e dei farmacisti che si sono “convertiti” all’ Omeopatia. Quando mi sono laureato non esisteva nessun corso, neanche complementare, di Omeopatia in nessuna Università italiana. E la situazione non è mutata fino agli anni 80. Oggi le Università che hanno un corso di Omeopatia all’ interno delle facoltà di medicina o/e di farmacia sono una dozzina. Il 90% dei Medici che sono diventati Omeopati lo sono diventati per loro curiosità e a loro spese. Non hanno avuto grandi incoraggiamenti dai colleghi. Anche io ho seguito la strada della diffidenza prima, dell’ assaggio poi, stimolato da persone che stimavo, della curiosità stimolata dai risultati, dello studio, dell’ autoprescrizione, dell’ entusiasmo poi. Della mia esperienza personale ne parlo un po’ più in dettaglio nel post su Query. Quindi chi parla a favore dell’ Omeopatia ne parla SEMPRE per esperienza. Chi parla contro lo fa QUASISEMPRE per ragionamento e raramente per esperienza negativa. In Medicina, comunque, non basta un ragionamento preclusivo per escludere una terapia, così come non basta il non sapere perché un farmaco funziona per non usarlo, se funziona. Questo non vale solo per i farmaci omeo, ma anche per gli allo. Di molti farmaci allo non sappiamo ancora il meccanismo d’ azione e spesso abbiamo scoperto che funzionano per caso. Un esempio tipico è la scoperta che la cannabis può essere utile nella terapia del dolore, anche di quello dei malati terminali per cancro alla prostata. Non sappiamo esattamente perché, abbiamo delle ipotesi, ma per sdoganarla in terapia stiamo semplicemente testandola su pazienti terminali. Se si dimostrerà superiore al placebo e con effetti collaterali accettabili, entrerà nel Prontuario terapeutico Nazionale. Nessuno dei pazienti che ne ha tratto benefico si è chiesto il perché.
    Una ultima considerazione: sbagli quando dici che in una alta diluizione omeopatica non c’è alcuna molecola del prodotto di partenza. Ce n’è meno del numero di Avogadro di molecole, o di cellule se è di derivazione vegetale o animale. Ma come fisico dovresti sapere che se sciolgo un bicchiere di acqua dolce nell’ Oceano Pacifico e poi lo mescolo uniformememte, quando raccolgo un altro bicchiere dall’ acqua mescolata, raccolgo anche alcune molecole di quelle che ho buttato io. Quindi c’è poco, QUASI nulla, ma c’è. Quel Quasi, evidentemente, ha una sua importanza.

    • lucadifino ha detto:

      Vista la risposta di Veronica, mi voglio limitare alla questione del QUASI nulla, e con qualche semplice conto dimostrare che la quella quantità è proprio nulla, zero, cioè se verso un bicchiere di inchiostro (così lo riconosciamo) nel Pacifico e lo vado a cercare non dall’altra parte dell’oceano ma diciamo a 200 metri dopo averlo fatto bene mescolare, è veramente improbabile che io trovi ancora qualche molecola di quell’inchiostro.
      Prendiamo come esempio l’aspirina. La dose tipica di una aspirina per un adulto è di 500 mg. Il che vuol dire che in una pillola di aspirina ci sono 500 mg di principio attivo. Come ci insegna la chimica, visto che il peso molecolare dell’aspirina (o Acido acetilsalicilico, così se qualcuno è interessato può verificare su wikipedia) è 180 UMA, vuol dire che una mole (cioè 6 * 10^23 – 1 con 23 zeri dietro – il famoso numero di Avogadro) di aspirina pesa 180 g.
      Quindi la nostra pillola di aspirina dell’esempio contiene 1.6 * 10^21 molecole.
      Ipotizziamo una pillola di aspirina omeopatica diluita a 30CH (cioè diluita 10^60 volte). Dividiamo dunque le nostre 10^21 molecole per 10^60 e troviamo che in ogni pasticca omeopatica sono presenti 10^-39 molecole (cioè molto meno di uno).
      Il problema è che le molecole non vengono divise, il che significa che in realtà ci sarà solo una molecola ogni 10^39 pasticche.
      Per far capire ci che numeri stiamo parlando, l’intera popolazione terrestre ammonta a 7 miliardi di persone, il che significa 7 * 10^9 persone. Dando le nostre pillole omeopatiche a tutta la popolazione terrestre avremo UNA sola probabilità su 10^30 (100 miliardi di miliardi di miliardi) che UNA sola persona al mondo trovi quella pasticca con UNA sola molecola di aspirina. Mi sembra si possa dire che quando di dice che nell’omeopatia non c’è NULLA, si intende proprio 0. Per confronto la probabilità di centrare un 6 al superenalotto è uno su 622 milioni. Forse conviene andare a giocare.

  6. veronica ha detto:

    Vorrei partecipare alla discussione.
    Secondo me quel QUASI non ha nessuna importanza. Ha importanza forse l’aspettativa che si ha rispetto ad un farmaco, naturalmente entro un certo limite e per un certo tipo di persone. D’altra parte c’è gente che cammina sui carboni ardenti o che si trafigge con lame senza sentire il dolore che ci si aspetterebbe, la suggestione può molto.
    Secondo me l’omeopatia funziona, quando funziona, per effetto placebo. Ho scritto “secondo me” perchè non ho fatto studi approfonditi in medicina, nè tradizionale nè omeopatica, e mi baso sulla mia esperienza e su quella di chi ho conosciuto che si è curato con l’omeopatia. Concordo con te sul fatto che tra le mie conoscenze chi usa/ha usato l’omeopatia lo ha fatto senza che gliene fregasse nulla di cosa sia e come funzioni, ma ci si è avvicinata spinta dal fatto che non ci siano contoindicazioni e che sia percepita come naturale (intesa in modo errato come medicina fitoterapica). E mettiamoci pure che è cresciuta molto la diffidenza verso i medici e la medicina ufficiale, non perchè ci “avvelenino” o perchè siano spinti a prescriversi farmaci unicamente per far guadagnare le case farmaceutiche, come dice qualcuno, ma perchè c’è stato probabilmente un abuso di farmaci (prescritti o autosomministrati) e una certa noncuranza nella gestione anche umana nel rapporto medico paziente.
    Tornando all’omeopatia, se ammettiamo che sia come dico io, che cioè funzioni (quando funziona) come funzionano a volte i placebo, ci possiamo chiedere: c’è qualcosa di male? Dal MIO punto di vista SI’, perchè io non posso fare a meno di vederci un inganno, non si può vendere a carissimo prezzo dell’acqua con dieci molecole di un qualsivoglia principio attivo fregandosene del fatto che non c’è nessun principio fisico conosciuto che giustifichi l’effetto di memoria dell’acqua. Non si può pubblicizzare un farmaco che non ha nessun motivo per funzionare se non stimolando la psiche. Non può un medico, che passa anni di studio a cercare di capire tutti i meccanismi fisiologici che sono implicati nella malattia e nella guarigione, fregarsene se non si è mai riuscito a dimostrare il funzionamento deill’omeopatia (anche io sarei interessata a sapere perchè non si possono usare, in linea di principio, farmaci omeopatici per curare malattie gravi, ma forse di questo parleremo un’altra volta) e prescrivere ad un paziente che si rivolge a lui per un disturbo qualsiasi una pilloletta di zucchero che non si può toccare con le mani semplicemente perchè tanto male non fa. Però l’ho detto, questo è quello che penso io, probabilmente, anzi sicuramente, la maggioranza della gente non concorda ed è per questo che sono sicura che ci saranno sempre più farmaci omeopatici, sempre più omeopati e, la cosa per me più grave e che si accompagna molto spesso all’uso di questo tipo di medicina, sempre meno fiducia verso la medicina ufficiale e verso la scienza in generale.

  7. Aldo Grano ha detto:

    Seconda domanda:
    Come mai non esistono rimedi omeopatici per patologie gravi (se il principio è valido dovrebbe valere per tutto)?

    La domanda, ma con ancora maggiori certezze, è ripetuta da Veronica.
    Risposta a bomba: falso, esistono.
    Risposta articolata: quando ho cominciato a conoscere l’ Omeopatia, mi son reso conto che i miei pregiudizi erano dovuti a pura ignoranza. Ignoravo non solo quanto fosse diffusa, già 30 anni fa, ma quanti studi fossero stati pubblicati e quante malattie, anche croniche o gravissime, fosse in grado di guarire. La convinzione che non esistano farmaci omeopatici che curino le malattie chiamate in medicina “life threatening” si alimenta di ignoranza, propaganda e paura. La paura e l’ ignoranza sono patrimonio trasversale sia degli Omeofili che degli Omeofobi. Molti medici che praticano l’ Omeopatia hanno paura di affrontare le malattie croniche invalidanti o potenzialmente letali con l’ Omeopatia e preferiscono affidarsi all’ Allopatia. Perché, almeno in Italia, In Europa, in America, si può esercitare l’ Omeopatia solo se ci si è laureati in Medicina in una normale Università e si è iscritti a un Ordine Professionale. E questo accresce la paura. Finora i casi curati, a quanto mi risulta, vengono presentati in letteratura come singoli casi clinici. Alcune metaanalisi, con tutti i limiti di questo tipo di studio, raccolgono per patologia omogenea i vari tipi di studio e presentano una casistica allargata che, di norma, non è considerata significativa. Manca, a quanto mi risulta, lo studio in doppio cieco comparativo tra terapia solo omeopatica e terapia solo tradizionale su larga scala mondiale per una qualche patologia quanto meno di difficile guarigione con farmaci allopatici. Per quanto riguarda l’ ignoranza, che porta a credere che l’ Omeopatia non abbia farmaci “seri”, il suo punto di forza maggiore è il voler ignorare che: ad esempio, per quanto riguarda i tumori, non sono la stessa malattia ma sono una grande varietà di malattie. La Medicina Ufficiale, nelle sue linee guida, raccoglie in protocolli differenziati la terapia antitumorale, protocolli che, in centri specializzati, di norma vedono l’ intervento di più specialisti (chirurgia e radioterapia affiancano in moltissimi casi la chemioterapia) fino a creare una terapia sempre più ad personam, oltre che ad cancrum. E l’ altro pilastro dell’ ignoranza, collegato a quello ora descritto, è l’ ignorare o il voler ignorare che l’ Omeopatia cura la persona. Non sviluppa farmaci validi per tutti i raffreddori e, ancor meno, per tutti i tumori. E neanche per tutte le forme di diabete, di ipertensione, di miocardiopatia dilatativa, ecc.
    Un esempio, che spero ci stia nello spazio col copia-incolla, è questo:
    “Casi di epidermolisi bollosa trattati omeopaticamente
    di Teresa De Monte

    I casi sono quelli esaminati da uno studio condotto in collaborazione tra la Clinica Omeopatica di Timisoara e l’Associazione Sao Paulista de Homeopatia di Sao Paulo, in Brasile. L’epidermolisi bollosa (EB) è un insieme di disturbi genetici caratterizzato dalla produzione di vesciche che possono facilmente infettarsi e, nei sopravissuti, manifestare un carcinoma squamoso. Non avendo a disposizione in medicina convenzionale un trattamento efficace per l’EB, i ricercatori di questo lavoro hanno valutato l’efficacia di alcune medicine omeopatiche su tre bambini affetti da EB, anche se a tal proposito non ci sono pubblicazioni scientifiche che convalidino l’efficacia dei rimedi proposti.
    Un primo caso è stato trattato con Carbo vegetabilis in differente diluizione, 30DH e 15DH, a seconda dell’evoluzione delle manifestazioni cutanee e, poiché il quadro era non complicato, è stato proposto il mantenimento terapeutico del rimedio alla 30DH, 3 granuli per due volte alla settimana. Nel secondo caso, oltre alla EB si associava una broncopneumopatia che richiedeva l’uso di antibiotici e cortisone; le lesioni erano molto ampie, bluastre, variamente disseminate sul corpo, associate a grande stato ansioso del paziente. Il rimedio iniziale è stato Arsenicum album, scelto soprattutto sulla base dei sintomi mentali, per proseguire con Carbo vegetabilis 15DH e 30DH. Il terzo caso era caratterizzato da vesciche inizialmente piccole che si allargavano a dismisura in assenza di dolore. L’analisi repertoriale suggeriva Mercurius solubilis e Nitricum acidum, oltre a Rhus tox e Ranunculus per le ulteriori problematiche cliniche, quali bruciore e dolore. In questo ultimo caso si è somministrato Ranunculus bulbosus alla 30DH, una goccia disciolta in un litro di acqua, da assumere 1 cucchiaino/die. Tale assunzione ha determinato un miglioramento stupefacente: poche le vesciche nuove, risoluzione delle esistenti, riduzione dell’irritabilità. Dopo tre mesi di terapia le vesciche erano scomparse e il mantenimento terapeutico continua ancora oggi con Ranunculus 10DH, una goccia diluita in 200 ml di acqua, 1 cucchiaino/die.
    In questi tre casi l’omeopatia ha dimostrato affidabilità e indiscusso effetto terapeutico, con ridotti costi, mancanza di reazioni sistematiche e avverse, miglioramento della qualità della vita. La differenza prescrittiva dei farmaci dipende dall’aspetto delle vesciche, secondo il principio omeopatico di individuazione, al quale va associato l’aspetto psicologico del paziente.

    Homeopathy, 2011, 100, (4), 264
    Come vedete, stessa malattia grave, tre persone, tre terapie omeopatiche.

    • Michelangelo Cordenonsi ha detto:

      Mi presento: sono un docente di istologia nel corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Universita’ di Padova. Nonostante questo io non sono un medico, ne’ ho mai trattato con le big pharma, ma uno scienziato, un biologo molecolare che studia lo sviluppo emebrionale e il cancro.
      Detto questo, non posso lasciare impunito questo tentativo per spacciare per scienza quello che scienza non e’. Qui serve una premessa: esiste una parte di medici che non hanno idea di che cosa sia uno studio scientifico e del concetto di controllo. La domanda centrale in uno studio scientifico “compare to what?” “comparato a che cosa?” non passa nemmeno per l’anticamera del cervello di questi signori. In conseguenza di questo si vedono studi annedottici, riportanti dati su un numero di casi spesso contabile su una sola mano. Impossibili da analizzare scientifcamente, anche perche’ non c’e’ niente a cui paragonare l’efficacia del trattamento a cui sono stati sottoposti i pazienti. Questi studi, da chiunque siano fatti, sono solo chiacchere che non significano nulla. Ma come, i pazienti sono stati curati, come si fa a dire che il farmaco non funziona?
      NO, uno studio scientifico testante l’efficacia di un farmaco deve verificare se: 1) il cambiamento delle condizioni sanitarie 2) del regime alimentare, 3) delle condizioni psico-fisiche conseguenti alla somministrazione del farmaco non abbiano contribuito, o siano state determinanti da sole, alla guarigione del paziente. Senza questo tipo di analisi, qualunque osservazione fatta non ha nessun valore. E questo e’ vero sia per quanto riguarda i medici veri che i sedicenti guaritori noti come omeopati.
      Questo e’ particolarmente vero nel caso delle malattie note genericamente come epidermolisi bullosa, un nome che comprende malattie di varia origine genetica e anche malattie autoimmuni. Come potete vedere qui:
      http://health.nytimes.com/health/guides/disease/epidermolysis-bullosa/overview.html
      il regime sanitario e alimentare e il modo con cui le persone soggette a queste malattie gestiscono gli sforzi fisici sono di centrale importanza per alleviarne i sintomi. La scienza da’ una spiegazione per questo, ma non mi dilunghero’ qui a riportarlo, la pagina web che ho riportato sopra contiene abbastanza dettagli per farsene un’idea.
      L’articolo pubblicato su Homeopathy (potete vedere l’abstract e le figure qui: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1475491611000865) cita tre casi, due bambini in Romania e uno in Brasile. Ciascuno dei tre casi e’ stato trattato da un diverso omeopata, e nessun dato e’ stato riportato sul cambiamento di regime igienico e alimentare. In generale si ha l’impressione che i bambini siano stati tenuti o resi piu’ calmi, non si sa se dal rimedio omeopatico o da cos’altro. Qualunque sia stata la causa, comunque, l’articolo dice che i pazienti hanno migliorato la qualita’ della loro vita in conseguenza dell’assitenza che hanno ricevuto. Le foto pubblicate permettono di dirlo con certezza per quanto riguarda il paziente 1, che ha avuto una riduzione delle vesciche (che non sono comunque scomparse), anche in modo notevole, mentre per gli altri pazienti le cose non sono cosi’ ovvie. Le foto di prima e dopo la cura sono state fatte con un’illuminazione diversa e sono state presentate con ingrandimenti diversi. E’ veramente peculiare che venga riferito che il paziente numero 3 sia stato curato completamente dopo tre mesi, ma che non venga mostrata nessuna foto dell’evento, ma solo una foto fatta a un mese dalla cura. Sono troppo puntiglioso? Forse, ma questo e’ il trattamento che riservano a ME i miei colleghi quando mando un articolo ad una rivista peer-reviewed: se mostro dei dati incompleti, non controllati, o sospetti di essere stati manipolati, allora l’articolo viene cassato brutalmente. Inoltre sarei proprio stupido a non mostrare il mio dato migliore per sostenere la mia tesi! No, l’articolo non e’ per nulla convincente, anche tralasciando il fatto che non sono stati analizzati i contributi del regime sanitario e alimentare sui pazienti.

      • lucadifino ha detto:

        Grazie per il commento puntuale sul caso specifico. Vorrei confermare (anche se a mio modo di vedere cio’ non dovrebbe essere possibile) quanto dici, e cioè che esiste una parte di medici che purtroppo non hanno idea di che cosa sia uno studio scientifico.

  8. veronica ha detto:

    Lo so, sono ignorante, anzi, le cose che penso sono proprio i pilastri dell’ignoranza verso l’Omeopatia che è la soluzione a tutti i mali. E vabbè, me ne farò una ragione. Diciamo che stavo proprio cercando qualcosa che mi facesse venire dei dubbi, ma finora non l’ho trovato.

    “Finora i casi curati, a quanto mi risulta, vengono presentati in letteratura come singoli casi clinici.”
    beh, è facile così. una terapia deve essere applicata su un certo numero di malati in uno studio a doppio cieco per essere considerata valida, a quanto ne so, ma forse sono ignorante anche in questo e bastano i casi singoli a certificare la validità di una terapia. (mah).

    “Alcune metaanalisi, con tutti i limiti di questo tipo di studio, raccolgono per patologia omogenea i vari tipi di studio e presentano una casistica allargata che, di norma, non è considerata significativa.”
    Forse non è considerata significativa perchè non lo è. La cosa che mi chiedo è perchè gli omeopati non portino avanti uno studio serio tradizionale, a questo punto non vedo che impedimenti ci possano essere visto che le cure omeopatiche funzionano anche dove falliscono le allopatiche. Non sarebbe più vantaggioso per tutti? Non sarebbe lo sdoganamento definitivo, la cancellazione di ogni dubbio, la cosa che metterebbe a tacere tutti gli ignoranti? Perchè limitarsi a metaanalisi di casi clinici singoli di patologie omogenee? Io davvero non capisco… Già una volta Nature accettò di pubblicare un articolo che sembrava rivoluzionario sull’omeopatia (poi si rivelò un falso, ma vabbè), non sarebbe bello e giusto finalmente pubblicare su una rivista prestigiosa la prova provata che gli scettici sbagliano? Che la gente ha una possibilità in più?

    “Manca, a quanto mi risulta, lo studio in doppio cieco comparativo tra terapia solo omeopatica e terapia solo tradizionale su larga scala mondiale per una qualche patologia quanto meno di difficile guarigione con farmaci allopatici. ”
    Ecco, appunto.

    “Per quanto riguarda l’ ignoranza, che porta a credere che l’ Omeopatia non abbia farmaci “seri”, il suo punto di forza maggiore è il voler ignorare che: ad esempio, per quanto riguarda i tumori, non sono la stessa malattia ma sono una grande varietà di malattie.”
    Ma guarda, pure nella mia ignoranza, questo lo sapevo anche io. Non esiste IL tumore come unica malattia e mi risulta che anche la medicina allopatica non tratti tutti i tumori allo stesso modo.

    Infine, mi studierò qualcosa sull’epidermolisi bollosa, così cercherò di comprendere l’articolo che riporti. E’ una malattia che non ho mai sentito nominare.

  9. Aldo Grano ha detto:

    “Cosa pensi dei tuoi colleghi omeopati che in alcune occasioni hanno perserverato nelle cure omeopatiche provocando il decesso del paziente (come il caso della ragazza diabetica di cui parlo nel post)? Questa è la Terza domanda.

    Risposta : il caso cui Ti riferisci, avvenuto, tra l’ altro, nella mia città, non riguarda un medico omeopata ma una donna non laureata in Medicina che esercitava abusivamente la professione.
    Se hai in cronaca giornalistica, o, meglio, come sentenza esecutiva di tribunale, la condanna di un medico omeopata per omicidio colposo o preterintenzionale nell’ esercizio dell’ Omeopatia, parliamone, io non ne ricordo (il che non vuol dire che non ne esistano: ma se Ti chiedo nomi, cognomi e sentenze è perché giudico i nemici dell’ Omeopatia ad armi pari, ovvero con lo stesso scetticismo e con le stesse pretese che essi usano nei nostri riguardi). Affermazioni eccezionali (gli Omeopati provocano il decesso dei loro pazienti perseverando nelle cure omeopatiche) richiedono prove eccezionali, non lo dimenticare, quando Ti conviene dimenticarlo.
    Risposta articolata: le armi dei nemici dell’ Omeopati sono, nella stragrande maggioranza, aneddoti e barzellette. Tipo un flash di un giornale da servette che avrebbe raccolto da una persona vicina alla figlia di Billi Joel (persona priva di nome, cognome e firma) la confidenza che avrebbe tentato un ridicolo suicidio omeopatico. Invece la battaglia “scientifica” contro l’ Omeopatia ha una escalation fatta degli stessi steps, fin dall’ inizio 1) non può funzionare perché non c’è nulla dentro, quindi è destinata a sparire da sola. A questo punto gli Omeopati si sforzano di dimostrare che funziona e portano dei lavori clinici 2) i risultati sono dovuti a effetto placebo. A questo punto gli Omeopati portano lavori fatti sia su cavie animali che in vitro, su culture cellulari.3) Questi lavori non sono pubblicati su una rivista Peer Reviewed. A questo punto gli Omeopati ne pubblicano qualcuno su una rivista Peer Reviewed.4) Uno o più medici nemici dell’ Omeopatia contestano i lavori, magari con una contrometaanalisi. Prassi del resto abituale in farmacologia: quando esce un nuovo farmaco i fautori del vecchio leader di mercato si coalizzano e producono contro-lavori che, se ben fatti, vengono ospitati sulla stessa rivista. A questo punto gli Omeopati dopo aver risposto sulla stessa rivista, si stancano e fondano riviste per conto loro. L’ Omeopatia, poiché i risultati li ottiene, allarga sia le basi tra gli addetti ai lavori che tra il pubblico. Alcuni Stati cominciano a concedere rimborsi alle terapie omeopatiche, come a quelle allopatiche, e a riconoscerla come Medicina “complementare”. Elsevier, la stessa casa editrice di The Lancet e forse la più grande al mondo nel campo della Medicina, decide di pubblicare una rivista di Omeopatia con gli stessi criteri di Peer Review che usa per tutte le riviste specializzate, (ad esempio Pace, specializzata nella terapia elettrica delle aritmie cardiache). A questo punto i nemici dell’ Omeopatia dicono: ah,no, per accettare questi lavori bisogna che nella commissione selezionatrice della rivista ci siano altrettante persone ostili all’ Omeopatia quanto quelle favorevoli. Un po’ come se i medici che curano le aritmie cardiache coi farmaci e rifiutano la terapia elettrica volessero essere giudici dei lavori presentati dagli elettrofisiologi (che utilizzano la terapia elettrica) nella loro rivista specializzata (appunto Pace, citata prima non a caso. ) Un esempio più chiaro per i non addetti ai lavori, ma molto caro agli Scettici: come chiedere all’ oste di una osteria concorrente se il vino del nemico è buono. Addirittura, in questo caso, l’ oste concorrente pretende di essere nella commissione esaminatrice assieme all’ avversario e che il suo voto conti quanto, se non di più, di quello del nemico.

  10. Aldo Grano ha detto:

    Caro Luca, prima di rispondere alla 4a domanda vorrei sottoporre alla Tua attenzione una lezione dell’ Ing. Cardella che traccia una storia dei tentativi di spiegare l’ Omeopatia tramite leggi fisiche. Tratta soprattutto le teorie della Memoria dell’ Acqua, ma non solo. Qui sei Tu, come fisico, in grado di capire più di me se dice bischerate: sulla Fisica sono un analfabeta di ritorno. Già da questo articolo potrai capire che esiste, all’ interno del grande mondo dell’ Omeopatia, un dibattito tra più “correnti”. Amplierò poi questa verità anche nel rispondere alla Tua 4a domanda. Mi auguro che, essendo Tu un fisico, sia un articolo di tutto riposo per Te, in queste ultime ore di un giorno di festa.

  11. Aldo Grano ha detto:

     4° domanda: “Il testo di riferimento dell’omeopatia è ancora l’Organon di Samuel Hahnemann?” Ecco una domanda cui è quasi impossibile rispondere a bomba, perché è esatto rispondere sia sì che no. Una risposta veloce può essere questa: Sì, lo è come L’ Origine delle Specie per Mezzo della Selezione Naturale di Darwin è ancora il testo di riferimento per i Biologi evoluzionisti. Ovvero tutti gli Omeopati lo leggono (o, almeno, dovrebbero) – nelle scuole di Omeopatia è sempre considerato un “testo sacro” ; la maggioranza degli Omeopati non ne mette i discussione quelli che considera i cardini della diagnosi e della terapia omeopatiche, ma nella ricerca, nella preparazione oggi industriale dei farmaci, nel confronto con la Medicina Biochimica Scientifica i cambiamenti sono stati tali e tanti dalla sua scrittura che oggi, nel quotidiano, gli Omeopati si sentono liberi di agire senza sentirsi condizionati dall’ Organon. La pratica ha fatto emergere anche lacune e contraddizioni e il “fronte” degli Omeopati è anche diviso in più scuole, spesso poco più che individualistiche. Cosa che, del resto, c’è tra le varie scuole evoluzioniste. L’ attacco esterno all’ Omeopatia, vista erroneamente come un corpus unico, da parte dell’ Arcipelago di comitati che si richiamano allo Scetticismo positivista, e di cui fa parte il CICAP, ricompatta spesso le associazioni di Omeopati, così come l’ attacco violento alle varie Teorie evoluzionistiche (anche qui considerate erroneamente come corpus unico) da parte dei gruppi Creazionisti protestanti Anglo-Americani ha ricompattato le scuole che si ispirano a Darwin. Il ruolo dell’ Industria è, negli ultimi 30 anni, divenuto importante al punto di condizionare gli Omeopati nella loro professione. Così come, del resto, condiziona i Medici “normali”. Ad esempio un Omeopata attento alle esigenze del paziente non può prescrivergli un farmaco poco prodotto, che si può reperire solo in farmacie molto lontane o, addirittura, all’ estero. La non disponibilità di tutti i farmaci necessari a tutte le diluizioni necessarie costringe a compromessi non solo all’ interno della Terapia omeopatica, ma anche verso le Terapie più facilmente disponibili sul mercato. Anche l’ Omeopatia ha i suoi farmaci “orfani” che nessuno produce perché rendono troppo poco. Ma le due cose a mio giudizio più pericolose per l’ Omeopatia sono 1) l’ imposizione sul mercato, da parte dell’ industria, di farmaci pluralisti. L’ Omeopatia autentica, a mio giudizio, e che, del resto, era quella di Hahnemann, non può che essere prevalentemente unicista. Invece ci troviamo sempre più in mano farmaci che curano un vasto range di tossi, di malattie da raffreddamento, di intossicazioni, di dermatiti, ecc. sparandogli contro una rosa di pallini (diverse diluizioni di diversi farmaci) per cui, specialmente noi Farmacisti, ci sentiamo in grado di sostituire il Medico Omeopata, almeno in un primo approccio. L’ industria li produce anche per aumentare i fatturati, perché i farmaci unicisti hanno un prezzo troppo basso. 2) il successo dell’ Omeopatia ha convinto a buttarsi sul mercato medici e farmacisti non adeguatamente preparati. Mentre fino all’ inizio degli anni 80 chi si rivolgeva a questa terapia “alternativa” era costretto a fare lunghe file presso professionisti che si erano affermati solo grazie alle loro capacità e all’ esperienza (come gli Erboristi fino agli anni 60) e dopo lunghe e faticose gavette, oggi è facile trovare un medico o una farmacia omeopatica cui chiedere alla svelta consiglio e ricevere risposta senza una accurata diagnosi della propria diatesi. In sostanza non è lo Scetticismo il principale e più pericoloso nemico dell’ Omeopatia oggi, ma sono gli Omeopati stessi. Bene, ritengo, se sei d’accordo, di aver concluso le risposte che mi hai chiesto. Ti ringrazio ancora per l’ ospitalità e resto, se Ti sembra il caso di continuare, a Tua disposizione. E anche di Veronica. A proposito, Veronica, hai trovato notizie sull’ epidermolisi bollosa o pensi che ce la siamo inventata noi Omeopati, tanto per passare dai farmaci inesistenti alla terapia di malattie immaginarie?

    • Michelangelo Cordenonsi ha detto:

      Vorrei invitare il Dott. Grano a non scrivere di cose che non conosce. Io sono un Biologo, e, in quanto tale sono un evoluzionista: come diceva Theodosius Dobzhansky, niente ha senso in Biologia se non alla luce della teoria dell’evoluzione. Per capirci, io uso ogni giorno in laboratorio i principi della moderna teoria dell’evoluzione sia nella pratica che nell’elaborazione teorica, cosi’ come fanno la stagrande maggioranza dei miei colleghi in giro per il mondo.
      Curiosamente, pero’, L’ Origine delle Specie per Mezzo della Selezione Naturale non e’ mai stato il mio testo di riferimento per capire il processo evolutivo. Io ho lavorato per 18 anni nelle scienze biologiche senza mai averlo letto, e come me sono la stragrande maggioranza dei Biologi. L’ho letto l’anno scorso e l’ho considerato interessante, ma come testo di STORIA DELLA SCIENZA, PUNTO. Chi lo legge, anche tra gli scienziati, lo fa solo per discutere gli aspetti storici di una teoria che e’ cambiata moltissimo negli anni. Questo e’ ovvio, dato che quello che serve sapere e’ la pratica delle cose e non come sono state derivate dagli scienziati dei secoli passati. Sarebbe come dire che i Philosophiae Naturalis Principia Mathematica di Newton siano ancora letti nelle classi di fisica. Si studiano le leggi della dinamica, ma il testo di Newton e’ totalmente superato, almeno per quanto ne so io. Per Darwin e’ ancora peggio: la sua stessa teoria e’ superata, anche perche’ era ancora molto vaga e permetteva di fare poche predizioni. La teoria moderna nasce con la Sintesi degli anni 30-50 e poi si e’ arricchita di molteplici aspetti e spiegazioni prima impensabili, tipo gli equilibri punteggiati, l’evoluzione neutrale, l’evoluzione per simbiosi, etc. La pratica di oggi deriva dai concetti sviluppati da quei pensatori, che sono troppi per considerare i loro testi come un corpus da studiare. No, quello che si studia e’ la versione moderna della teoria dell’evoluzione, contenente gli apporti dei singoli pensatori, e le sue applicazioni pratiche. Un esempio : la teoria base dell’immunologia, quella della selezione clonale, deriva dall’applicazione della teoria dell’evoluzione alle osservazioni fatte sulle cellule che producono gli anticorpi. E si badi bene che i biologi non si sentono affatto liberi di agire senza essere condizionati dalla Teoria dell’Evoluzione. Alcune scoperte possono portare ad una revisione di alcuni concetti della Teoria, ma l’impianto centrale (come detto da S.J.Gould nel suo libro “La Struttura della Teoria dell’Evoluzione”) rimane lo stesso. Il Biologo trae enorme beneficio di questo stato di cose per il suo lavoro, perche’ una base comune assicura che in tutto il mondo le scoperte possano essere riproducibili e condivise. Se no la ricerca e’ uno sforzo inutile e fine a se stesso.

      Non capisco che cosa si intenda con il dire che gli evoluzionisti, misteriosamente divisi in “scuole” (nemmeno fossero come gli psicanalisti), si siano ricompattati contro gli attacchi dei creazionisti. Non e’ cosi’. Non esistevano diverse teorie dell’evoluzione che miracolosamente sono state unite in una unica per far fronte ai creazionisti. Quello che e’ successo e’ che alcune persone che, dati alla mano, dibattevano animatamente su quali aspetti della Moderna Teoria dell’evoluzione fossero piu’ importanti, tipo Dawkins e Gould, si sono trovate d’accordo sulla modalita’ d’azione contro chi cercava di spacciare per scienza cio’ che non lo era (ovvero contro il “creazionismo scientifico”). Perche’? Non in odio contro i “nemici”, ma perche’ erano (o sono) scienziati, e hanno cercato di difendere il concetto stesso di scienza.

  12. lucadifino ha detto:

    Caro Aldo, trovo finalmente il tempo di rispondere ai tuoi commenti.
    Devo dire che mi aspettavo di più. Mi aspettavo delle forti evidenze, delle prove schiaccianti, ed invece il nulla. L’omeopatia non è accettata perchè c’è una cospirazione della medicina ufficiale che fa leva su ignoranza, propaganda e paura.
    La maggior parte dei medici di base italiani risponde ancora l’omeopatia “non fa nulla”? Ci sarà un motivo o è la solita cospirazione?
    Mi aspettavo qualche studio scientifico ed invece tutto quello che mi dici è che “i casi curati vengono presentati in letteratura come singoli casi clinici” e che “manca lo studio in doppio cieco comparativo tra terapia solo omeopatica e terapia solo tradizionale su larga scala mondiale per una qualche patologia quanto meno di difficile guarigione con farmaci allopatici”.
    Pur senza dirlo troppo esplicitamente, mi sembra persino che affermi che l’omeopatia può curare i tumori. Non si può giocare con la vita delle persone, ti rendi conto della gravità di queste affermazioni?
    Non rispondi alla mia domanda su chi cura il diabete con l’omeopatia, nascondendoti solo dietro al fatto che quello era esercizio abusivo della professione e che queste sono storielle. Tu lo faresti? Consiglieresti la sostituzione della terapia insulinica con una terapia omeopatica?
    Per poi arrivare all’Organon. Tu mi dici che “la maggioranza degli Omeopati non mette i discussione quelli che considera i cardini della diagnosi e della terapia omeopatiche” di un testo del 1810, prima cioè che nascessero la chimica, la fisica e la medicina moderne. Cioè negli ultimi 200 anni (a parte le preparazioni industriali), non si è fatto nessun passo avanti?
    Io da un medico dell’800 non mi farei curare, sinceramente.

  13. Gianluigi ha detto:

    Spero di riuscire a recuperare la letteratura opportuna, però… Alcuni anni fa hanno eseguito un esperimento in doppio cieco su un certo numero di pazienti negli Stati Uniti per vedere l’incidenza statistica della meditazione sull’insorgenza di alcune malattie. Alla fine i ricercatori hanno scoperto che non solo la meditazione ha una influenza positiva in tutte le malattie legate allo stress, ma probabilmente grazie alla migliorata qualità della vita, mostra una influenza statisticamente rilevante anche per altri generi di malattie. Se ora io qui affermassi che, anche alla luce di un esperimento fatto su se stesso da Gianni Comoretto, andato male (ma Comoretto non crede nell’omeopatia), l’omeopatia ha successo solo se il paziente ci crede (o se l’omeopata è abbastanza bravo da convincere il suo paziente dell’efficacia della cura) direi forse qualcosa di completamente sbagliato? Forse, visto che ho letto in giro che alcuni studi avrebbero dimostrato che l’efficacia dell’omeopatia è minore anche rispetto a quella dei placebo.

  14. lucadifino ha detto:

    Riguardo invece il documento che mi hai linkato sulla fisica dell’omeopatia, la prima cosa che farei è togliere la parola “fisica” dal titolo. Non so non ho parole per commentare. Di fisica ci sono solo alcune parole in libertà in una sorta di supercazzola onomatopeica.

  15. Aldo grano ha detto:

    Caro Luca, Ti dispiacerebbe essere così carino da spiegarmi dove, dal punto di vista della Fisica, l’ Ing. Cardella sbaglia? Che ne so, una formula sbagliata, una asserzione falsa, una citazione mal interpretata… Ovvero una contestazione scientifica ad un lavoro scientifico, non un semplice insulto.Fallo per me, che di Fisica non ne capisco al Tuo livello, e per il pubblico che ci segue. Io credo di essermi sforzato di rendere accessibili le ragioni dell’ Omeopatia nel rispondere alle Tue domande. Dopotutto l’ Ing. Cardella è un Fisico Aerospaziale ed insegna alla Sapienza. Dopotutto anche Linus Pauling si degnò di rispondergli, nel 1979, anche se per contestare, scientificamente, le sue affermazioni. E’ chiaro che Tu sei più bravo, come fisico, di Pauling, ma proprio per questo Ti chiedo un attimo di pazienza per spiegare al popolo come si contesta un teoria di Fisica errata. Dopo, per gratitudine, risponderò alla nuova raffica di domande che mi hai fatto. Ma una alla volta non Ti riesce proprio, vero?

  16. lucadifino ha detto:

    “la materia pura è ciò che resta della materia combinata o materia del nostro mondo o semplicemente materia, quando questa –in certe condizioni- è abbandonata da uno dei suoi quattro elementi di costituzione (materia-massa-energia-campo)”

    “in natura si verificano mutazioni nelle quali la materia combinata, in certe condizioni perde le sue caratteristiche e diviene materia pura; il mediatore del divenimento è l’antimateria.”

    “Dunque è necessaria una forza anche per conservare la velocità e questa forza, conservatrice del moto in direzione e grandezza (moto rettilineo uniforme) è di natura diversa da quella newtoniana di variazione della velocità.”

    “La memoria dell’acqua, o più correttamente il ricordo, è costituito non da ciò che è presente in essa, bensì da ciò con cui ha interagito, e non c’è più; quindi il ricordo è costituito da una mancanza, che ha lo stesso tessuto del desiderio, e come tale non soggiace alla Legge dell’Azione di Massa.”

    Ho preso qualche frase a casaccio dal pdf che mi hai linkato. La fisica ha dei concetti precisi, non so invece cosa significhi materia combinata, oppure che sia composta dalla combinazione di quettro elementi (aria acqua terra e fuoco?). Anche l’antimateria è un concetto fisico molto preciso che non ha nulla a che vedere con il mediatore del divenimento tra materia combinata e materia pura. In fisica esistono i mediatori delle forze, che sono bosoni (cioè particelle a spin intero) come i fotoni, i bosoni intermedi o il famoso bosone di Higgs.
    Passiamo poi a contraddire uno dei pilastri della fisica classica che è il primo principio di newton ipotizzando che serva una forza per mantenere il moto rettilineo uniforme.
    Non voglio nemmeno commentare il tessuto del desiderio…

    Qui il problema non è trovare una formula sbagliata, è che stiamo parlando del nulla, hanno più senso i discorsi scientifici sul funzionamento del motore a curvatura di Star Trek.
    Qui non è questione di insulti, io non riesco a trovare altri commenti.

  17. Michelangelo Cordenonsi ha detto:

    Grazie a te Luca per l’ospitalita’.
    Per quanto riguarda gli esperimenti compiuti dai medici, beh, tieni conto che c’e’ la liberta’ di cura. Se un medico ha lo stomaco di pensare di trattare un malato con un composto nuovo pensando di guarirlo e proclamare di aver trovato il magico elisire che tutto fa guarire se il malato di fatto guarisce, puo’ farlo e persino pubblicarlo. Bada bene, pero’ NON SONO TUTTI COSI’: di medici seri ce ne sono molti. Inoltre, ed e’ la cosa che importa di piu’, un farmaco non viene accettato dalla comunita’ medica sulla base di report fumosi come quello degli omeopati, ma solo sulla base di veri e propri trial clinici che includono dei controlli.
    Detto questo ti indico alcuni casi, tutti rifacentesi al famigerato caso di Bella:
    http://www.liebertonline.com/doi/abs/10.1089/cbr.2006.365
    http://www.liebertonline.com/doi/abs/10.1089/cbr.2006.21.68
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17122540
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17303979
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19855352
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20010503

    Lo so che e’ troppo facile andare contro qualcosa che e’ stato sconfessato pubblicamente, ma la ricerca in questo campo continua, e io avevo chiara memoria di questi articoli, che mi avevano colpito per la pochezza e per la poca modestia nel trarre le conclusioni. Non sono i soli, comunque, il problema e’ come questi case reports vengono gestiti dalla comunita’ medica. Sentendo qualche oncologo si scopre che case reports di questo tipo hanno un destino vario: da casi che poi portano a dei veri clinical trials, a casi che non hanno mai conferma al di fuori della struttura oppure del medico che ha applicato il trattamento.
    Il punto che non va sugli articoli che ti ho presentato e’: le persone che sono state curate (e lo sono state per davvero), e’ perche’ hanno ricevuto il famoso mix di farmaci, perche’ sono stati ospitalizzati in una struttura migliore, o perche’ hanno avuto un fenomenale effetto placebo? Non lo sapremo mai: non ci sono persone che hanno ricevuto una cura alternativa alla di Bella da confrontare. I casi riportati, poi, sono troppo pochi per fare un confronto di qualche significativita’ con le statistiche riportate nella popolazione. E la domanda piu’ pressante e’: ma non e’ che hanno riportato solo quelli che sono guariti? La risposta e’: forse. Vedendo questo articolo, in cui sono riportate delle statistiche piu’ consistenti (ma per tumore non lo sono per nulla)
    http://www.mednat.org/cancro/The_Di_Bella_Method_(DBM)_.pdf
    sono riportati diversi casi in cui il trattamento non ha fatto sparire il tumore.
    A questo punto servirebbe, almeno per i non-Hodgkin’s lymphomas in cui sembrerebbero esserci la possibilita’ che il mix di farmaci funzioni nel ridurre il tumore, che venissero fatti studi con dei controlli con placebo, o con altri farmaci.
    La domanda che sorge spontanea e’: ma non l’aveva gia’ fatto il Min. della sanita’? NO, come puoi vedere in questo articolo dell’editor del British Journal of Medicine:
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1114705/?tool=pubmed
    Ovvero, nell’atto di scofessare la cura di Bella, la commissione ministeriale ha (volutamente?) evitato di fare i controlli dovuti. E’ triste vedere che un editor dica:
    We don’t know whether the patients enrolled into these studies (all people who had asked for Di Bella’s treatment) were representative, and we don’t know whether controls would have done better or worse. The researchers should have conducted randomised controlled trials.
    e concluda:
    The design of these studies is flawed;
    Io rimango che non ho ancora visto una prova convincente dell’efficacia della cura di Bella. Se i sostenitori di ‘sta cura pensano davvero che funzioni, allora che facciano un randomised controlled trial, e poi ne riparleremo. Naturalmente dal 1999 nessuno ne ha fatti.

  18. Aldo Grano ha detto:

    Caro Luca, pensavo che Tu avessi fatto cadere la discussione, poi, con un po’ di ritardo, tornandoci sopra, vedo che hai risposto il tre gennaio (18 giorni dopo la mia ultima domanda) e che hai introdotto alcuni interventi successivi del biologo Cordenonsi come se fossero una risposta puntuale ad alcuni dei miei interventi, volti tutti a rispondere alle Tue domande. Che Ti devo dire? Penso che l’ operazione che hai fatta (pescare alcune frasi “a caso” dalla relazione dell’ Ing. Cardella che, enucleate dal contesto, possono, a Tuo giudizio, screditare la persona) la potevi fare anche prima e alla svelta. Ti ringrazio ancora per l’ ospitalità, Te la dò vinta e continuo per la mia strada. Diciamo che sei una persona in più, oltre WeWee, Piero Angela, Sivio Garattini alle quali penso di far dispetto, e ne godo, quando curo con l’ Omeopatia.

    • lucadifino ha detto:

      Operazione ben fatta? Introdotto il biologo? Questa persona che non conoscevo prima e non conosco tuttora (tranne per il affto che ha commentato qui) ha solo letto il post e espresso le sue idee come hai fatto tu e come hanno fatto tutti gli altri che hanno commentato. Potevo farla prima e alla svelta? Ho una vita. Pensi che nei 18 giorni che ho impiegato per rispondere abbia cercato qualcuno che mi supportasse? Per la tua scoperta postuma ti avverto che c’è una casella qui sotto che recita “Avvisami via e-mail della presenza di nuovi commenti a questo articolo” in modo da poter essere avvertito tempestivamente di nuovi commenti. Sono onorato di essere accostato a cotanti nomi, ma sono sconcertato dal fatto che tu possa spacciare l’omeopatia come una cura e goderne per farcene dispetto.
      Di pure che me la dai vinta perchè non hai saputo darmi una che fosse una risposta o motivazione convincente, documentata e scientificamente supportata.
      Per quanto riguarda la fisica e il contesto, pensi che se io andassi ad un congresso a dire che la terra è piatta qualcuno farebbe caso al contesto? Alcune affermazioni sono affermazioni sbagliate in quanto tali, qualunque sia il loro contesto.
      Spero tu non possa procurare a nessuno danni a causa di queste tue sbagliate convinzioni.

  19. Giuseppe Tararà ha detto:

    scusate il commento generico e completamente gratuito e non vorrei passare per il solito troll che passa per la rete!
    un effetto provato in maniera scientifica e in maniera incontrovertibile.
    la medicina omeopatica fa sicuramente bene a migliorare la qualità della vita di tutta la filiera che serve a farla arrivare al consumatore finale!🙂

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