Golia contro Davide (ovvero sull’Omeopatia)

Pur essendo in tema di Carnevale e nonostante mi sia stato chiesto di fornire contributi ulteriori allo stesso, ho bisogno di parlare di un argomento che, da scienziato, mi sta a cuore.

L’omeopatia è forse una delle pseudoscienze più diffuse e potenzialmente più dannose che si sta diffondendo in questo periodo di decadenza del mondo occidentale.

Provo un fastidio notevole nell’ascoltare (troppo frequentemente) pubblicità alla radio di una nota multinazionale omeopatica che pur fatturando più di 526 milioni di euro l’anno e avendo più di 4000 dipendenti sparsi per il globo si definisce azienda familiare. E pensare che la pubblicità dei “medicinali” omeopatici in Italia sarebbe vietata, ma si può fare se non si cita il medicinale ma ci si riferisce ad essi genericamente “hai mai provato l’omeopatia?”.

Inoltre essendo fonte notevole di introiti praticamente tutte le farmacie italiane espongono a caratteri cubitali “OMEOPATIA” sulle loro insegne, e come se non bastasse provano a propinare questi prodotti senza avvertire che si tratta di roba omeopatica. Mi auguro solo che non siano in malafede ma che siano solo persone poco avvezze al metodo scientifico (già tra i medici i concetti di statistica, errori, valori significativi hanno un significato nebuloso).

Ma la molla che ha fatto scattare la voglia di scrivere questo post è nata quando, durante il mese di agosto) una nota multinazionale ha minacciato Blog(0) di ritorsioni legali per (presunta, aggiungo io) diffamazione. Ad agosto avevo sentito la notizia ma ero in ferie, perdonatemi. Nonostante l’azienda abbia fatto marcia indietro (come raccontato qui), forse accortasi dell’effetto negativo che questa azione ha portato alla sua immagine (leggi qui), penso che non sia mai troppo tardi per supportare il blog suddetto e fare un punto sull’omeopatia riassumendo gli ottimi post di Samuele.

L’omeopatia nasce all’inizio del 1800 quando la medicina era una lontana parente di quella attuale. L’omeopatia usa principi attivi diluiti fino alla trentesima centesimale (30CH) che non significa diluiti 30*100 = 3000 volte, ma diluiti 10030 volte il che vuol dire (tanto per rendere l’idea) 1.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000 volte. Ad ogni diluizione centesimale la provetta contenete la soluzione va sottoposta a 100 “succussioni” (nome altisonante per dire che la boccettina viene scossa per mischiarne il contenuto). Con il passare dei secoli la leggenda ha convinto molti questo serva a “dinamizzare” il medicinale, ad “energizzare” la miscela, che cioè la succussione abbia il magico potere di imprimere nell’acqua l’essenza omeopatica del principio attivo.

Tutto ciò poteva essere plausibile nei primi dell’800, prima che nel 1860 la comunità scientifica accettasse le teorie di Avogadro. In queste teorie (fondamento della chimica moderna) troviamo la spiegazione del perché l’omeopatia sia solo acqua fresca: dopo una serie di diluizioni omeopatiche 1:100 (ben prima della trentesima) nella soluzione omeopatica non rimane nessuna molecola di sostanza attiva (già dalla 12 diluizione).

Per giustificare il principio di funzionamento delle loro pratiche gli omeopati hanno inventato la “memoria dell’acqua” e cioè che il processo di dinamizzazione possa trasferire all’acqua le proprietà del principio attivo.

Supponendo (per assurdo) che ci sia qualche meccanismo di cui siamo ancora all’oscuro e che renda efficace la pratica omeopatica, questa efficacia va dimostrata con metodo scientifico. Riassumendo i risultati degli studi sull’efficacia dei rimedi omeopatici pubblicati sulle riviste scientifiche (ormai qualche migliaio) possiamo dire che, non soltanto non esiste ancora, dopo vent’anni di studi, conferma dei risultati sperimentali, ma che anche gli studi più favorevoli pubblicati mostrano risultati nulli oppure ai limiti della significatività statistica (per approfondire si legga questo post di Query).

E’ quindi da rimanere basiti di fronte ai troppi medici che prescrivono regolarmente cure omeopatiche e che scrivono cose come “Maggiore è il numero di diluizioni più alta è la potenza del prodotto omeopatico” (fonte) o peggio ancora Farmacie che sostengono che “con la 7° diluizione centesimale terminano le “basse diluizioni” che possono essere somministrate con relativa sicurezza anche da un principiante. Le diluizioni più alte dovrebbero essere lasciate alla discrezione dei medici omeopatici di lunga esperienza, così che vengano prescritte quando ve ne sia reale bisogno” (link). Oppure ancora (presa direttamente da un grande portale dedicato alla salute link): “Può capitare , soprattutto durante i primi giorni della cura omeopatica, che alcuni vostri sintomi si aggravino: sappiate che questo aggravamento è di solito brevissimo; nel caso persistesse, avvisate il vostro medico, che provvederà a modificare la cura o la posologia.”

Ecco come dovrebbe essere un’etichetta per i medicinali omeopatici (fonte)

Quindi l’omeopatia non funziona? Concludo ancora con le parole di Samuele:

“In realtà no, l’omeopatia FUNZIONA eccome, ma ha la stessa efficacia dell’effetto placebo. Solo il fatto di ricevere una cura e la volontà di stare meglio ci predispone positivamente verso l’effettiva guarigione. Dato che una gigantesca fetta delle malattie sono psicosomatiche, prendere un bicchiere d’acqua essendo convinti che sia un rimedio valido può essere più che sufficiente per iniziare a farci stare meglio.

Solo una battuta, per evitare fraintendimenti: regimi di puro placebo che cercano di soppiantare la medicina ufficiale sono terribilmente pericolosi.”

Fonti:

Omeopatia – mito e leggenda

http://www.blogzero.it/2011/07/13/omeopatia-mito-e-leggenda-1/

http://www.blogzero.it/2011/07/27/omeopatia-mito-e-leggenda-2/

http://www.blogzero.it/2011/08/31/omeopatia-mito-e-leggenda-3/

http://www.queryonline.it/2011/02/07/omeopatia-facciamo-il-punto/

http://www.queryonline.it/2011/02/07/omeopatia-metanalisi/

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5 risposte a Golia contro Davide (ovvero sull’Omeopatia)

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  2. Angelo ha detto:

    Vorrei precisare che le parole “princio attivo” sono assolutamente sbagliate nel caso dell’omeopatia. Infatti,secondo i dettami dell’inventore Samuel Hahnemann, alla base dell’omeopatia vi è il cosiddetto principio di similitudine del farmaco (“similia similibus curantur”),
    Quello che si diluisce è la cosidetta “tintura madre” che non è il principio attivo dei farmaci tradizionali ma una sostanza che dia gli stessi sintomi della malattia. Faccio un esempio; ho il vomito, cerco una sostanza che mi faccia venire il vomito, che so, carne avariata, pesce marcio, scarafaggi morti da tempo …, li metto a bagno nell’acqua o nell’alcool. Dopo qualche giorno, strizzo tutto e ho la “tintura madre”, quella che viene diluita e “dinamicizzata”. Per fortuna che con questo sistema dopo 12 diluizioni non c’è più una molecola della tintura madre, se no sarebbero tutti morti!

  3. Pingback: Outlet omeopatico | Background noise

  4. Pingback: Concorrenza sleale (ancora omeopatia) | Background noise

  5. Andrea ha detto:

    Parere fazioso. Nessuna conoscenza della fisica quantistica per cui (aggiungo io) qualcuno ha vinto il premio Nobel); scarsa comprensione della complessità ( teoria Cibernetica , Frattali, etc,).
    Un indizio da cui iniziare prima di aprire un blog solo per prendersi dei like:
    Effetto farfalla
    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
    Effetto farfalla è una locuzione che racchiude in sé la nozione maggiormente tecnica di dipendenza sensibile alle condizioni iniziali, presente nella teoria del caos. L’idea è che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema.
    Mettiti a studiare e vedrai che qualcosa imparerai al di fuori degli schemi Newtoniani o Cartesiani che la Fisica ha superato ormai dagli anni ’30. Auguri.

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