I raggi cosmici e l’esplorazione umana dello spazio

Scoperta dei raggi cosmici

Già verso la fine dell’800 i fisici, studiando la conducibilità dei gas con gli elettroscopi, scoprirono che per quanto li isolassero da sorgenti di radiazione, essi si scaricavano lentamente. Nel 1901 Wilson suggerì che la ionizzazione del gas potesse essere dovuta a radiazione da sorgenti esterne all’atmosfera terrestre e dotata di un grandissimo potere di penetrazione.

Gli studi di Theodore Wulf (1907) e dell’italiano Domenico Pacini (1907-1910) mostrarono che la radiazione non diminuiva allontanandosi dalla superficie terrestre, ma in alcuni casi aumentava, rinforzando l’origine extraterrestre.

Il 12 Agosto 1912, Victor Hess misurò la radiazione con due camere di ionizzazione sigillate ermeticamente portate con un pallone a quota di 5350 m. Osservò che da 1500 m la ionizzazione aumentava fino a raddoppiare a circa 5000 m. Hess concluse che la ionizzazione era dovuta a radiazione di grande potere penetrante proveniente fuori dell’atmosfera e nel 1936 gli fu assegnato il premio Nobel per la fisica.

Il nome di raggi cosmici è dovuto a Robert Millikan che nel 1925 iniziò ad interessarsi a questa radiazione: egli infatti riteneva che fossero composti principalmente da raggi gamma.

Bruno Rossi e Arthur Compton ipotizzarono, al contrario, che fossero composti da particelle cariche: successive misurazioni dimostrarono la validità di questa seconda ipotesi. La distribuzione della radiazione, infatti, variava con la latitudine magnetica, come ci si attende per le particelle cariche sotto l’influenza del campo geomagnetico terrestre. Questa misura fu effettuata nel 1927 da Clay viaggiando da Amsterdam a Java. Clay osservò che l’intensità dei RC diminuiva avvicinandosi all’equatore.

Nel 1930 il fisico italiano Bruno Rossi notò che, se la carica delle particelle era positiva, esse dovevano provenire in maniera preferenziale da est. Questo effetto fu misurato nel 1933 da due gruppi americani, T.H.Johnson e L.Alvarez con A.H.Compton.

L’esplorazione umana dello spazio

Una trentina di anni più tardi, il 4 ottobre del 1957, dal cosmodromo di Baikonur, nell’attuale Kazakistan, partiva il primo satellite artificiale: lo Sputnik. Era cominciata la conquista dello spazio.

Solo quattro anni più tardi il rpimo uomo volava nello spazio: il cosmonauta russo Yuri Gagarin a bordo della navicella Vostok 1 effettuò un orbita completa intorno alla terra e atterrò dopo 88 minuti. Era il 12 Aprile del 1961.

Gli Stati Uniti risposero con il lancio di Alan Shepard il 5 Maggio dello stesso anno, ma era una missione suborbitale; dobbiamo aspettare il 20 Febbraio del 1962 per vedere il primo astronauta americano in orbita. Nella missione Mercury 6 John Glenn a bordo della capsula Friendship 7 completò tre orbite per una durata complessiva di circa 5 ore.

Il 16 Giugno del 1963 i Russi lanciarono con il Vostok 6 la prima donna astronauta, Valentina Tereshkova, che compi’ una missione della durata di 3 giorni in orbita.

Dopo il progetto Mercury, che prevedeva l’invio di un solo astronauta per volta, gli americani passarono al progetto Gemini, con un equipaggio di 2 astronauti.
Il progetto Gemini vide un totale di 10 voli e 20 astronauti in orbita tra il 1965 e il 1966.
Nel Marzo 1965 il cosmonauta russo Alexei Leonov durante la missione Voskhod 2 effettuò la prima “passeggiata spaziale” della durata di 12 minuti. Pochi mesi più tardi, durante la missione Gemini IV anche un astronauta americano effettuò una EVA (Extra Vehicular Activity) della durata complessiva di 22 minuti.
Per la prima volta l’uomo affrontava l’ostile ambiente esterno con l’unica protezione della tuta.

Effetti dei raggi cosmici sull’uomo

Nel 1964 ci fu la prima evidenza dell’effetto dei raggi cosmici su degli esseri umani. I quattro astronauti Reed Richard, Ben Grimm, Susan Storm e Johnny Storm decollarono a bordo di un razzo sperimentale per una missione spaziale. Ma durante la navigazione, i quattro astronauti furono investiti in pieno dai raggi cosmici che operarono in loro delle straordinarie e fantastiche trasformazioni.

Reed Richards iniziò ad allungarsi perché le cellule del suo corpo diventarono di una sostanza simile alla gomma, ma resistentissima.

Benjamin Grimm divenne un essere mostruoso composto di tante pietre e dotato di una forza erculea pari a quella di mille uomini, durante la trasformazione Susan disse “Ti stai trasformando in una cosa…”, sarà questo il suo nuovo nome: la Cosa.

Il corpo di Johnny Storm diventò incandescente e iniziò a prendere fuoco, ed essendo più leggero dell’aria gli permise di volare, lanciare raggi infuocati e palle di fuoco:da quel momento si chiamò “La torcia umana”.

Susan Storm iniziò a scomparire e a ricomparire secondo la sua volontà; prenderà quindi il nome de “La donna invisibile”. Susan inoltre potrà anche creare un invisibile campo di difesa indistruttibile, utile a difendere il quartetto nel caso di un grosso pericolo.

Dalla mente di Stan Lee erano nati i Fantastici Quattro.

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Prossimamente: i reali effetti dei raggi cosmici sull’uomo.

ALTEA (4)- Gli effetti dei raggi cosmici sull’uomo – i Light Flash

Post precedenti:

ALTEA (1)- un esperimento italiano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale

ALTEA (2): Introduzione

Fonti:

http://www.cartonionline.com/personaggi/i_fantastici_4.htm

http://thecomicsdetective.blogspot.com/2010/02/origin-of-origin-of-fantastic-four.html

http://comiccoverage.typepad.com/comic_coverage/humble_beginnings/

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8 risposte a I raggi cosmici e l’esplorazione umana dello spazio

  1. Rudy ha detto:

    Bellissima la divagazione sui fumetti! Nemmeno tanto campata in aria….o si?
    Ce lo dirà ALTEA!😉
    Complimenti anche per il compendio di storia dell’astronautica

  2. Pingback: ALTEA: Riepilogo – Summary | Background noise

  3. Vittorio ha detto:

    Luca, un solo piccolo errore: la prima passeggiata spaziale fu fatta dal russo Leonov un paio di mesi prima di quella di Edward White con Gemini 4.

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