Preservare i figli dai mali del mondo (non è il titolo di porta a porta)

Diventando genitori si sviluppa un naturale istinto di protezione verso i propri figli, per cui si cerca di evitare loro brutte esperienze, programmi violenti o spaventosi, racconti poco adatti, ecc.

Si cerca quindi di evitare di parlargli della morte e questo si riflette sul racconto delle favole che vengono edulcorate perché a dispetto del nome le favole sono veramente terribili e spaventose.

Prendete ad esempio Biancaneve: la regina si accorge che non è più la più bella e chiama il guardiacaccia per portare Biancaneve nel bosco e ucciderla (e mi fermo qui, non voglio nemmeno pensare a cosa potrei dire al posto di “e portami il suo cuore come segno della sua morte”). Fortunatamente nel racconto posso sorvolare sull’atmosfera tetra della fuga solitaria di Biancaneve nel bosco di notte, che nel cartone è da censurare (o almeno io non ho il coraggio di far vedere a mia figlia quel pezzo).

Ma la richiesta della regina al guardiacaccia non si può saltare, è un punto topico della favola. Il mio racconto di questo passo è pressappoco il seguente:


Il tempo passava e Biancaneve cresceva e diventava sempre più bella. La regina chiese di nuovo allo specchio: “specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella di tutto il reame?” e lo specchio rispose: “Mia regina tu sei bella, ma Biancaneve lo è ancora di più”. La regina si arrabbio tantissimo e subito chiamo il guardiacaccia chiedendogli di portare Biancaneve nel bosco e di abbandonarla da sola.

A questo punto mia figlia mi interrompe sempre (sì, abbiamo un modo interattivo di raccontare le favole) chiedendomi: e che cosa dice il guardiacaccia alla regina? Di solito io le rispondo che il guardiacaccia dice alla regina che gli dispiace e che non vuole abbandonare Biancaneve nel bosco. E continuo la favola con Biancaneve che trova la casa dei nani, ecc. ecc.

Non so bene perché, ma l’ultima volta che ho raccontato questa favola mia figlia non ha atteso la mia risposta e alla solita domanda: “e che cosa dice il guardiacaccia alla regina” mi ha interrotto con un perentorio:

“Va bene ho capito, la uccido!”

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