E’ con una certa amarezza che oggi ho chiuso la busta con la proposta del nostro gruppo per il bando ASI di cui ho già parlato qui. E’ l’amarezza di chi questa proposta l’ha inventata, progettata, resa plausibile e che per fare questo ha lavorato fino a notte, sabato e domenica inclusi, per arrivare fino a questo momento. E’ l’amarezza di una persona che controllando scrupolosamente tutti i documenti, le firme, i cd, non trova mai, in nessuno di questi documenti, in nessuna pagina, in nessuna riga, il suo nome. Ho già parlato del perché non riesco a vedere riconosciuto il mio ruolo (qui). Oggi volevo solo esprimere la mia amarezza per l’ennesimo mancato riconoscimento.
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Luca i due link hanno un http in più e non portano da nessuna parte. Mi dispiace molto per la tua amarezza, ma vorrei comprendere di più leggendo i due post.
Grazie, corretto. I post non dicono poi tanto, sono solo degli sfoghi.
Sto leggendo e invece trovo che dicano molto. Li vado a condividere su G+
E’ una vera vergogna!
Quello che ci frega è la passione che ci mettiamo, e su questo l’università gioca sporco. D’altronde mettere un nome di un giovane precario come responsabile di un progetto equivale a togliere ogni possibilità di vittoria del bando. E quindi pur essendo finalmente ricercatore (pur precario) continuo a non essere adatto a nessun ruolo. In effetti chi affiderebbe la responsabilità di un progetto di tre anni a qualcuno che forse non tra un anno sarà senza un contratto? E così facendo passano gli anni e nulla cambia…
Hai perfettamente ragione! E’ un meccanismo infame e vergognoso. Non può andare a vanti in questo modo: è contro ogni logica sensata. Possibile che ci sia tanta miopia? Possibile che si difendano soltanto gli interessi di pochi, che poi non sono, spesso, i più meritevoli? E’ indegno di un paese civile.
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