“C’era una volta una bambina di nome Samantha che viveva in un piccolo paesino di montagna. Le piaceva andare a giocare nei boschi vicino alla sua casa insieme al suo fratellino e ai suoi cuginetti. La sera tornava a casa dopo aver giocato tutto il giorno e cenava insieme alla sua mamma, al suo papà e al suo fratellino. Il tempo passava e Samantha cresceva e un giorno decise di andare a lavorare lontano dal suo paesino per diventare pilota di aeroplani. Le piaceva molto volare, ma ancora di più le sarebbe piaciuto diventare un giorno un’astronauta e volare con un missile verso lo spazio. E quel giorno finalmente arrivò, Samantha fu scelta per diventare astronauta insieme ad altri amici. Tutti insieme salirono sul missile e volarono verso lo spazio felici e contenti…”
Questa è la favola che ho raccontato ieri sera a mia figlia Miriam, liberamente ispirata al racconto di Samantha fatto in occasione di Astronauticon 5.
Grazie Samantha, per avermi emozionato e aver fatto sognare anche mia figlia.




Le stai regalando i tuoi sogni, è un dono prezioso quello che le fai.
E’ una cosa che mi emoziona moltissimo e che un po’ vi invidio.
Che carino!
)
Come ha reagito la bimba?
(o, se era un favola della buonanotte, ha iniziato a far domande il giorno dopo?
Diciamo che mia figlia è già abituata a sentir parlare si astronauti, razzi, pianeti, ecc.
Poi i bambini sono semplici, basta che le favole terminino con felici e contenti…
In ogni caso la mattina successiva non voleva alzarsi (è una dormigliona) e l’ho convinta promettendogli di mostrarle la foto di Samantha.
Diciamo che ha reagito bene, vista anche la sua reazione raccontata in Proud.
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