Robonaut e ALTEA

Ok, visto il basso numero di visite, evidentemente l’infografica non vi è piaciuta o non vi ha attratto. Proviamo con un argomento più accattivante.

Il 15 Febbraio 2012 verrà ricordato come il giorno in cui c’è stata la prima stretta di mano tra un uomo e un robot nello spazio. Robonaut 2, completata la sua installazione, ha scambiato una vigorosa stretta di mano con il comandante della Stazione Spaziale Internazionale Dan Burbank. Il robot umanoide ha poi comunicato un messaggio usando il linguaggio dei segni replicando il primo tweet mandato dal suo account @AstroRobonaut. “Hello World”, ha detto, e cosa altro vi aspettavate dal suo programmatore Occhiolino?

R2 (il nome di Robonaut) è stato mandato in orbita quasi un anno fa ed è stato sottoposto ad una serie di test e controlli. L’ultima serie di test, che comprendeva verifiche ai sensori e dimostrazioni delle capacità di movimento, è stata completata proprio il 15 con il messaggio e la stretta di mano. Il comandante Burbank ha commentato come la stretta di mano fosse possente e facendo i complimenti a tutto lo staff di ingegneri e programmatori di Robonaut. Qui potete trovare il video che documenta la storica stretta di mano.

E ALTEA? Tutte queste operazioni sono state compiute nel modulo americano Destiny (o USlab) con ALTEA come testimone ravvicinato. Come si vede dalle foto seguenti, la scatola bianca che il comandante Burbank sta per calpestare, sperando vivamente non l’abbia fatto, è la DAU di ALTEA. Quelli di voi con la vista più aguzza riusciranno anche a vedere nell’angolo in alto a destra in fondo al modulo, anche la struttura con i rivelatori.

 

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ALTEA Data Flow

La verità è che volevo fare anche io una infografica. In realtà ho adattato e semplificato un poster che ho fatto nel 2004 per illustrare il percorso che i dati di ALTEA fanno per arrivare dalla ISS fino alla stazione di ascolto a Tor Vergata. Questo lungo percorso ci permette di avere dopo pochi secondi i dati dello strumento, per poterli distribuire in tempo reale a sistemi come l’Integrated Space Weather Analysis System (iSWA) della NASA, come vi ho già raccontato in questo post.

ALTEA Data Flow - Infografica

Visto che stiamo parlando di trasporto, anche se in senso lato, proverò a partecipare con questo post al prossimo Carnevale della Fisica ospitato su Scienzaltro.

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Pubblicità ingannevole. Il banco vince sempre.

Lasciatemi sognare, sono un italiano. Avete presente l’ultimo spot del superenalotto?
Vogliono farci credere che giocare al superenalotto, o a qualsiasi altro gioco d’azzardo, possa cambiare la vita di una moltitudine di persone. Voglio svelarvi una cosa. L’unico che vince sempre nei giochi d’azzardo è il banco. Questo perché qualsiasi gioco consideriate, solo una parte dei soldi raccolti vengono redistribuiti.

Ma gli italiani preferiscono sognare, e più sognano e più spendono. 54.4 miliardi di euro nel 2009 (quasi il 15% in più rispetto al 2008), 61 miliardi nel 2010, 79.9 miliardi nel 2011. Questo significa che nello scorso anno gli italiani (siamo in 60.6 milioni – fonte Wikipedia) hanno speso la bellezza di 1300€ . Cioè in media ogni abitante dello stivale, vecchi e bambini compresi, in un anno spende 1300€. Se togliamo dal conto i minori di 14 anni (circa il 14% della popolazione), la spesa media per abitante sale a più di 1500€ l’anno. Visto che questa è solo una media e che tanti non giocano, quelli che giocano in realtà viaggiano su cifre ben più alte.

Direte voi che questi numeri non comprendono le vincite. Bene andiamole a cercare.  Sul sito dell’AAMS (Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato) è possibile scaricare il resoconto relativo al 2011 (qui il pdf). Ecco il riepilogo relativo agli ultimi 6 anni:

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Come vi ho già detto prima, le vincite sono sempre inferiori alle giocate.  La colonna indicata come Raccolta Netta (o Spesa dei Giocatori) è in realtà l’ammontare delle perdite degli italiani al gioco. Se foste stati da soli a giocare per tutti gli italiani, nel 2011 avreste perso 18.4 miliardi di euro, o se volete il 23% del vostro investimento iniziale. In realtà qualcuno (pochissimi) vince quasi tutto, mentre tutti gli altri giocatori hanno perdite molto più grandi, di solito vicine all’intero ammontare dell’investimento. In sostanza, se giocate e avete la fortuna di vincere subito, prendete i soldi e non giocate mai più. Se giocate per lungo tempo non avete scampo, la statistica vi condanna a perdere quel 23% nel caso in cui faceste qualche vincita, altrimenti perderete tutto.

Nella tabella precedente i conti non tornano. I giocatori perdono la cifra indicata dalla raccolta netta (notate che per i monopoli di stato i giocatori sono da raccogliere, tipo pomodori o zucchine), ma lo stato incassa solo quanto indicato dalle entrate erariali. Manca la parte che invece va ai gestori dei giochi, i vari Sisal, Snai, Lottomatica, ecc.

Aggiungendo la colonna mancante e mettendo tutti i dati su un grafico notiamo che a fronte di una spesa sempre crescente le entrate erariali invece dal 2009 sono in calo, mentre gli incassi dei gestori sono costantemente in aumento, andando a superare l’incasso dello stato nel 2010.

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Non solo quindi lo stato specula sulla disperazione degli italiani illudendoli di poter dare una svolta alla loro vita, ma gli incassi vanno sempre di più ad arricchire i gestori.

Questo post è stato ispirato dall’ascolto della 10° puntata di Scientificast in cui trovate l’intervista a Paolo Canova (matematico) e Diego Rizzuto (fisico) di fateilnostrogioco.it (qui la loro seguitissima pagina facebook). Paolo e Diego spiegano come dietro il gioco d’azzardo si cela un grosso rischio, calcolato matematicamente, per il quale a vincere non è mai il giocatore incallito.

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Arriva Windows 8 Consumer Preview (Beta)

Il 29 Febbraio 2012, in occasione del Mobile World Congress di Barcellona Microsoft terrà un evento per presentare al mondo la beta della nuova versione di Windows, denominata Windows 8 Consumer Preview. Il fatto che la nuova versione del sistema operativo di Microsoft sia presentato ad un evento dedicato al mondo mobile rivela chiaramente quanto sia importante per Ms rendere Windows un sistema per tutte le piattaforme con un’attenzione particolare al mondo dei tablet. La Beta di Windows 8, come la precedente Developer Preview, sarà pubblicamente disponibile per il download.

Una delle novità di questa Consumer Preview sarà l’assenza del pulsante Start che era stato introdotto con Windows 95. Dopo aver provato la Developer preview devo dire che trovo questa decisione particolarmente felice. Non essendoci più il menù start, sostituito dal nuovo start screen, trovavo disturbante premere il pulsante start e non vedere il menù. In questo modo lo start screen viene avviato direttamente dal tasto Windows e non ci si aspetta di vedere spuntare il menù sopra al pulsante start.

Ecco alcuni screenshot di questa nuova versione:

 

 

Sempre parlando di Windows 8 Microsoft finalmente parla in modo più chiaro della versione ARM di Windows 8. Questa versione di Windows chiamata WOA (Windows on ARM) sarà disponibile su device ARM in contemporanea con la versione x86. Le applicazioni Metro saranno compatibili sia con WOA che con x86/x64, e WOA includerà la modalità desktop, con File Explorer e Internet Explorer 10 for desktop, e le versioni desktop delle principali applicazioni di Office 15 (Word, Excel, Powerpoint e OneNote).

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OneNote                                                             Powerpointwin8_arm_office15_02_1 win8_arm_office15_01_1
Excel                                                                   Word

Fonti e approfondimenti:

http://www.winsupersite.com/blog/supersite-blog-39/windows8/microsoft-hold-windows-8-consumer-preview-event-february-29-microsoft-hold-windows-8-consumer-preview-event-february-29-142218

http://www.winsupersite.com/blog/supersite-blog-39/windows8/start-orb-removed-windows-8-consumer-preview-start-orb-removed-windows-8-consumer-preview-142165

http://www.windowsblogitalia.com/2012/02/trapelati-nuovi-interessanti-screenshot.html

http://www.winsupersite.com/article/windows8/leaked-shots-reveal-windows-8-consumer-preview-142175

http://blogs.msdn.com/b/b8/archive/2012/02/09/building-windows-for-the-arm-processor-architecture.aspx

http://www.winsupersite.com/article/windows8/screenshots-windows-8-consumer-preview-office-15-technical-preview-142231?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

http://www.winsupersite.com/blog/supersite-blog-39/windows8/microsoft-finally-explains-windows-8-arm-desktop-office-15-applications-included-142230?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

http://www.zdnet.com/blog/microsoft/microsoft-windows-8-on-arm-to-include-some-office-15-apps/11878

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2 Febbraio 2012 – Riattivazione di ALTEA

Il 2 Febbraio (si, lo stesso giorno in cui sono partito per Timbri, firme e ceralacca e ho potuto vedere L’Italia sotto la neve), dopo 60 giorni di inattività, è stata finalmente riattivata ALTEA. Tutto è andato bene, ma quello che volevo raccontare è cosa è andato storto quel 4 dicembre in cui non siamo riusciti nella riattivazione.

Tutto comincia con una perdita della telemetria.  La perdita di telemetria capita raramente, ma purtroppo capita, e di solito il tutto viene ripristinato con un riavvio del sistema, composto dall’unità centrale di ALTEA, la DAU, e dal Laptop che ospita il programma di interfaccia e configurazione dell’esperimento.

Il 4 dicembre 2011 il riavvio del laptop si è concluso con una bella schermata blu. Si, proprio la schermata blu di Windows – sulla Stazione Spaziale i computer usati dagli astronauti montano Windows 2000, lo sapevate? Un bel messaggio di errore unable to load ****** file (ora non ricordo quale fosse il file) che è rimasto nonostante un successivo riavvio del laptop. Diagnosi: hard disk rotto, probabilmente – sulla Stazione Spaziale non è facile chiamare l’amico smanettone per venire a dare un’occhiata al pc. Quindi HD rotto e nessuna possibilità di riavviare ALTEA con quel portatile.

Ci vuole una settimana per ottenere il cambio del portatile con un altro presente sulla stazione e altre tre settimane per trovare il tempo astronauta necessario alla riattivazione di ALTEA. Il 3 Gennaio Don Pettit si occupa delle operazioni che stavolta comprendono la reinstallazione del software necessario ad ALTEA sul nuovo laptop e la riattivazione vera e propria.

Si procede quindi, per la prima volta in assoluto, all’installazione dei software. E’ importante sottolineare che questa era la prima volta che il software viene installato a bordo con questa procedura, perché il software che era sul laptop guasto era stato installato a terra prima che il laptop stesso fosse portato a bordo della ISS. La procedura comprende l’installazione di un software DHCP necessario per assegnare un indirizzo IP alla DAU e per renderla in grado di comunicare con il software di controllo.

Qui iniziano i primi problemi. Il software va registrato con un codice numerico da 10 caratteri e un nome utente alfanumerico da 20 (VENTI) caratteri. Perché la burocrazia italiana non comprende che un’azienda possa registrare un software con un nome diverso dalla denominazione sociale dell’azienda. Per cui il software è registrato a nome dell’azienda con tanto di S.P.A. (con tutti i puntini ovviamente) compreso il nome del comune che la ospita. Roba da matti, manca solo l’indirizzo e il codice fiscale. In una procedura per gli astronauti ogni carattere è sottolineato, rendendo difficile persino vederli i puntini della S.P.A. Don è costretto a chiedere al supporto a terra che i codici gli siano letti, perché lui proprio non riesce ad inserirli correttamente.
Il passo successivo è di configurare il software DHCP inserendo il MAC address della DAU e l’indirizzo IP corretto. Altri caratteri separati da due punti e da punti, in modo da rendere il tutto più complicato per il povero Don. Con l’aggiunta che per motivi di sicurezza l’indirizzo IP non può essere letto da terra. Insomma dopo un paio di tentativi la procedura viene completata. Il laptop viene riavviato e in seguito viene installato anche il software di controllo di ALTEA.

Siamo pronti per l’attivazione di ALTEA, si accende la DAU, si avvia il software di controllo, ma al momento di spingere il tasto Connect, il programma da un messaggio di errore “Unable to connect”.

La DAU non risponde…

L’astronauta viene messo in attesa, ma è già passato molto più tempo di quello previsto e deve passare ad altra attività. A terra cerchiamo di pensare a cosa può essere andato storto. Il primo pensiero va ovviamente alla registrazione o alla configurazione degli indirizzi, viste le difficoltà incontrate. Chiediamo quindi di poter verificare la configurazione del DHCP lanciando l’interfaccia del programma. Riusciamo ad ottenere che Dan Burbank dedichi un po’ del suo tempo a noi. (Dan al posto di Don, in modo da rendere il tutto più complicato.)

Dan avvia il DHCP e nella schermata che dovrebbe mostrare gli indirizzi già configurati compare….. nulla. Tiriamo tutti un sospiro di sollievo, la configurazione DHCP non è andata bene, basta ripeterla e tutto dovrebbe andare a posto. E invece la DAU continua a non rispondere. Tutto viene dunque interrotto e rimandato a data da definirsi.

A terra bisogna capire cosa è andato storto. Non sappiamo se la seconda configurazione sia andata a buon fine, ma non possiamo nemmeno escludere che sia la DAU ad avere problemi. In quest’ultimo caso, nessuna speranza, ALTEA è persa per sempre. Stiamo calmi, il problema deve essere per forza nel DHCP, in qualche modo deve essere li il problema.

Ok, per qualche motivo la prima configurazione non è andata a buon fine, ma sembra improbabile che anche la seconda volta non sia andata bene. A terra viene replicata la procedura di configurazione.

Il firewall di Windows XP blocca il server DHCP, problema identificato. Peccato che a bordo ci sia Windows 2000, niente firewall integrato. Bisogna pensare a qualcos’altro.

Richiediamo che vengano scaricati alcuni file di configurazione da cui risulta che il codice di registrazione inserito non corrisponde a quello della procedura. Controllando meglio sul software ben configurato a terra, si vede che il codice nel file di configurazione non corrisponde a quello inserito, forse per evitare che venga piratato andando a leggere questo file. Nemmeno qui è il problema, prossima idea?

Dai file però si capisce anche che nemmeno la seconda volta la configurazione è andata a buon fine. Ma perché? Prova e riprova, qualcuno si accorge che qualora il computer venga riavviato subito dopo la configurazione del DHCP, il programma non fa in tempo a scrivere su file la configurazione e dopo il riavvio non risulta configurato.

Tutto torna, la DAU è salva.

Decidiamo inoltre che piuttosto che replicare la procedura un’altra volta, è meglio uploadare il file di configurazione già compilato, in modo che il DHCP si trovi configurato all’avvio, senza intervento dell’astronauta.

A questo punto non restia che aspettare che la NASA trovi tempo disponibile per replicare la procedura di attivazione.

Il 2 Febbraio viene assegnato del tempo astronauta per ALTEA e la procedura può essere effettuata. La procedura viene eseguita talmente bene e facilmente che Don non ha bisogno nemmeno di comunicare con il supporto a terra. Senza alcuna comunicazione, a terra iniziano ad arrivare i primi dati, la telemetria ingegneristica da cui seguiamo il progressivo accendersi di tutti i sistemi ed in seguito la telemetria scientifica, con le calibrazioni e di nuovo le particelle.

Ci siamo presi un bello spavento, ma ALTEA è pronta per un nuovo anno di misure.

Buon 2012!

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La neve a Roma

Dopo avervi descritto l’Italia sotto la neve voglio dedicare uno spazio particolare alla neve a Roma. Ma prima di mostrarvi le foto del mio quartiere vorrei dire la mia su quello che è successo a Roma e di come abbia reagito la città. Fermo restando lo spettacolo imbarazzante del nostro sindaco Alemanno che chiede una commissione d’inchiesta per le previsioni non precise fornitegli dalla Protezione Civile (che mi ricorda tanto il processo dell’Aquila agli scienziati che non sono stati in grado di prevedere il terremoto) e si lancia in una polemica senza fine (contro Gabrielli, contro il falso Alemanno su Twitter) pur di non ammettere le carenze della sua gestione, io sono dell’opinione che sia inutile ed eccessivamente costoso tenere in piedi in una città come Roma un servizio di sgombero neve per utilizzarlo ogni venti o trenta anni. Non è pensabile che Roma possa affrontare la neve come fosse una città del nord Europa. Questo non toglie la necessità di saper leggere le previsioni meteorologiche, dove i mm di pioggia equivalgono circa a cm di neve, e di spargere per tempo il sale sulle strade. Ricordo inoltre al nostro sindaco e a tutti quelli che denigrano la scienza, ma che la chiamano in causa chiedendole certezze anche quando non è possibile averne, che le previsioni del tempo sono intrinsecamente incerte, cioè posseggono un grado di incertezza che è ineliminabile. Felice di sapere che qualcun’altro la pensa come me, vi lascio alle foto.
Unica nota alle foto, scattate tutte nella giornata di sabato 4 Febbraio 2012: vorrei farvi notare come diverse piante nel mio giardino (l’albicocco e il melo cotogno in particolare) fossero già in preparazione avanzata per la primavera e siano stati anche loro presi alla sprovvista dall’improvviso cambio di condizioni climatiche.
A parte la foto panoramica, nessuna delle immagini seguenti ha subito interventi di elaborazione digitale.

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L’Italia sotto la neve

Come vi ho già raccontato, ho avuto l’occasione di attraversare l’Italia durante questa ondata di gelo siberiano che ha letteralmente coperto la penisola di neve.

Senza troppi commenti, questo è il fotoracconto di quanto ho visto (principalmente dal finestrino del treno). L’itinerario è stato il seguente: partenza da Roma Termini alle 13 di giovedì 2. Orario previsto di arrivo a Milano 15:56. A Bologna sosta di 45 minuti perché a causa della neve si viaggia su un unico binario e bisogna aspettare il transito dei treni diretti a sud. Arrivo a Milano con 50 minuti di ritardo. Treno regionale per Pavia. Arrivo all’università di Pavia pochi minuti prima delle 18. Ritorno a Milano dove mi fermo per la notte. Ritorno verso Roma con partenza alle 10:20. I treni delle 10 verso Roma e delle 11 verso Napoli sono cancellati. Viaggiatori dei treni cancellati tutti sul treno delle 10:20 anche senza nuovo biglietto. Posti in 2° classe esauriti (anche in piedi), vengo fortunatamente upgradato alla 1° classe. A Bologna stavolta nessuna pausa. A Firenze non c’è più neve. Alle porte di Roma invece c’è una vera bufera. Pausa di circa 30 minuti. Ci comunicano che la stazione Termini è inagibile ed il treno transiterà per la stazione Tiburtina. Arrivati a Roma la situazione più insolita. La neve a Roma (anche se a casa mia – Roma Sud – non nevicherà fino a notte fonda).

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